Petrolio giù a 50$ a barile, elezioni in Grecia: borse in calo da Milano a Tokyo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Gennaio 2015 10:40 | Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio 2015 10:40
Petrolio giù a 50$ a barile, elezioni in Grecia: borse in calo da Milano a Tokyo

Petrolio giù a 50$ a barile, elezioni in Grecia: borse in calo da Milano a Tokyo

MILANO – Il petrolio continua a crollare e raggiunge quota di 50 dollari al barile contro i 50,04 della chiusura delle borse del 5 gennaio. Una mattina di mercati in rosso quella del 6 gennaio, con la borsa di Tokyo che sotto il peso del petrolio e delle elezioni in Grecia ha chiuso in calo del 3%. Piazza Affari invece ha aperto in rialzo dello 0,5%, per poi crollare subito in rosso dopo il pesante calo registrato lunedì 5.

Raffaele Ricciardi su Repubblica spiega:

“Nell’ultima seduta, sono stati soprattutto i titoli del comparto energetico a fare le spese del barile di Wti sotto la quota di 50 dollari, nel mezzo di una buriana dei mercati che ha già portato, quest’anno, a erodere 1.000 miliardi di dollari di valore alle azioni sui mercati globali.

“Il 2015 è arrivato appena a tre giorni di negoziazione e già i due grandi temi che erano stati indicati come influenti stanno facendo notizia: l’eccesso di scorte di materie prime e l’Eurozona”, dice in una mail per i clienti, di cui dà conto Bloomberg, Evan Lucas, strategist a Melbourne per Ig Ltd. “E’ difficile che i fondamentali del petrolio cambino nella prima metà di quest’anno, nei prossimi mesi continuerà la fase bear (da orso, cioè di ribassi, ndr)” per il greggio”

E intanto anche le Borse asiatiche sono state trascinate in rosso:

“In mattinata, le Borse asiatiche sono state tutte pesantemente penalizzate: a Tokyo l’indice Nikkei ha chiuso in ribasso del 3,02% perdendo 525,52 punti a 16.883,19 e tornando ai valori dello scorso 17 dicembre. Il più ampio indice Topix ha terminato la seduta a -2,85%, lasciando sul terreno 39,95 punti a quota 1.361,14. Seduta molto attiva, con 2,69 miliardi di titoli scambiati, su cui ha pesato anche l’apprezzamento dello yen rispetto a dollaro ed euro, favorta dalla scarsa propensione al rischio degli investitori.

In calo anche le altre piazze asiatiche: Taiwan ha perso il 2,43%, Seul l’1,74% e Sydney l’1,57%. Ha limitato i danni Shanghai (-0,11%). Buone notizie sono arrivate dalla Cina, dove l’indice Pmi dei servizi è salito a 53,4 punti a dicembre dai 53 di novembre, segnando la maggior crescita degli ultimi tre mesi. L’indice composito, che comprende sia il manifatturiero sia i servizi, si è portato a 51,4 punti da 51,1 del mese precedente (sopra la quota 50 punti significa espansione economica)”.