Petrolio, calano i prezzi, ottimismo per Natale ma dopo economia a rischio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Novembre 2018 5:59 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2018 19:03
Petrolio, calano i prezzi, ottimismo per Natale ma dopo economia a rischio (foto Ansa)

Petrolio, calano i prezzi, ottimismo per Natale ma dopo economia a rischio (foto Ansa)

ROMA – I prezzi del petrolio precipitano tra i timori di un rallentamento dell’economia globale, scrive il Wall Street Journal. Gli investitori sono sempre più preoccupati per l’aumento della produzione che si prevede proverrà dagli Stati Uniti.

Il prezzo del greggio è crollato, con il Brent che ha raggiunto i minimi dall’ottobre del 2017: 3,2% a 60,58 al barile sull’Intercontinental Exchange di Londra. Venerdì 23 novembre, il West Texas Intermediate, il benchmark americano, ha sfiorato i 50 dollari al barile nel New York Mercantile Exchange. Il grado del greggio americano è diminuito di quasi un terzo rispetto al massimo di chiusura del 3 ottobre. Il calo dei prezzi del petrolio non corrisponde al crollo del 2014-2016 a 26 dollari al barile ma dovrebbe presto farsi sentire sull’economia globale. I rivenditori americani, che contano sulle forti spese natalizie, dovrebbero vedere un aumento degli acquisti poiché i prezzi più bassi della benzina consentono ai consumatori di avere più denaro da spendere per i regali.

Il prezzo medio di un gallone di benzina normale negli Stati Uniti è sceso a 2,60 dollari dai 2,85 di un mese fa. Il conducente di un’automobile o di un crossover di medie dimensioni sta risparmiando, dunque, circa 4 dollari per fare un pieno mentre i conducenti di SUV più grandi potrebbero risparmiare dai 7 agli 8 dollari. Il presidente USA Donald Trump, mercoledì scorso ha tweettato che il calo dei prezzi del petrolio è stato alla stregua di un “grande taglio delle tasse per l’America e il mondo intero”.

Il presidente, che aveva criticato i paesi dell’OPEC per il rialzo dei prezzi a oltre 80 dollari, ha ringraziato l’Arabia Saudita per il recente calo. Quanto credito meritino l’OPEC e l’Arabia Saudita, tuttavia è discutibile. Insieme agli Stati Uniti e alla Russia, i sauditi hanno incrementato la produzione di petrolio in previsione di esportazioni nettamente inferiori dall’Iran, a causa delle sanzioni degli USA. È probabile che l’Arabia Saudita e l’OPEC intraprenderanno azioni per aumentare i prezzi. Gli analisti di Commerzbank si aspettano che alla prossima riunione del 6 dicembre a Vienna, l’OPEC e alcuni paesi non OPEC accettino un taglio di produzione di almeno 1 milione di barili al giorno. Al vertice prenderà ovviamente parte anche l’Arabia Saudita, ma diversi analisti dubitano che il principe Mohamed bin Salman sia in grado effettivamente di sfidare Donald Trump e il suo desiderio di petrolio a basso prezzo. Il calo dei prezzi del petrolio ha due facce: è buona notizia per l’economia degli Stati Uniti, ora che la nazione ha più che raddoppiato la sua produzione di petrolio ma potrebbe anche portare a minori investimenti in nuovi impianti produttori di petrolio. L’impatto economico è diverso per la Russia, che è caduta in recessione dopo l’ultimo crollo dei prezzi del petrolio. Gli analisti sostengono che il paese, un importante produttore di petrolio e gas, è più protetto da un calo del mercato poiché ha trovato il modo di equilibrare il bilancio dello Stato ai prezzi del petrolio più bassi. Questa è una delle ragioni per cui la Russia ha recentemente estratto petrolio alla massima velocità.