Petrolio, prezzo dimezzato. Benzina, calo del 14%:costa 6 cent di troppo…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Gennaio 2015 10:58 | Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio 2015 10:59
Petrolio, prezzo dimezzato. Benzina, calo del 14%:costa 6 cent di troppo...

Petrolio, prezzo dimezzato. Benzina, calo del 14%:costa 6 cent di troppo…

ROMA – Il costo del petrolio è dimezzato ma quello della benzina è calato solo del 14%. Nell’ultima anno il valore del greggio è diminuito del 53%, ma secondo Nomisma Energia il costo di diesel e benzina è 6 centesimi più alto di quello ottimale.

Luigi Grassia su La Stampa spiega:

“Due precisazioni. I benzinai non hanno la benché minima colpa: i loro margini sono esigui e pesano pochissimo sul prezzo finale. E le compagnie petrolifere, federate nell’Up, contestano i calcoli di Nomisma, perché il Ministero dello Sviluppo stima un prezzo medio dei carburanti un po’ più basso; l’Up rivendica che «il prezzo industriale di benzina e gasolio in Italia è sostanzialmente allineato coi prezzi europei».

Ma il profano può restare sorpreso se un anno esatto fa (6 gennaio) il petrolio costava 0,49 euro al litro (convertendo il barile in litri e i dollari in euro al tasso di cambio di allora) mentre adesso un litro di greggio costa solo 0,28 euro, ma nel frattempo il margine lordo sul prezzo finale della benzina è aumentato da 0,199 a 0,235 euro per litro”.

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, spiega a La Stampa che

 «fino a un passato recente i listini dei carburanti variavano entro una decina di centesimi, adesso si arriva a 40. Se uno sta attento, al distributore può pagare il gasolio 1,30 euro e la benzina 1,40. Ma se non ci bada, se accetta la modalità “servito” e si rifornisce ai distributori più costosi, arriva a spendere 1,70 per il diesel e 1,80 per la verde».

E non sempre i no-logo sono sinonimo di risparmio, aggiunge Tabarelli:

«certi no-logo fanno pagare di più. La garanzia del risparmio si ha nelle stazioni di servizio dei supermercati e quando le compagnie fanno delle promozioni».

Il calo del petrolio però non è destinato a durare, spiega Grassia:

“Tutti gli analisti prevedono un rimbalzo entro pochi mesi, che si porterà via i risparmi per gli automobilisti. Il fatto è che il crollo del prezzo del barile equivale a un taglio di spesa di centinaia di miliardi di dollari e di euro per i consumatori e per le aziende in tutto il mondo, e questo aumenterà la capacità di spesa e di investimento, e rilancerà la crescita economica globale e (alla lunga) anche i consumi di energia.

Quando poi i prezzi del petrolio rialzeranno la testa, anche di poco, la speculazione che adesso punta sui ribassi cambierà di segno e amplificherà l’effetto al rialzo. Secondo le previsioni il prezzo medio del Brent nel 2015 sarà di 74,10 dollari. Goldman Sachs dice 83,80 e Abn Amro 85”.

E se il prezzo del petrolio è destinato a salire, quello della benzina anche:

“Massimo Siano, che a Londra tratta petrolio e materie prime, dice che gli Etc sul greggio (che riguardano il petrolio fisico e non i «future» di carta sul Wti e sul Brent) «registrano i massimi flussi dal 2009» e questo anticipa di qualche mese l’andamento dei mercati finanziari. A breve, Siano prevede «il barile che può calare a 40 dollari ma poi risalirà a 80 entro l’autunno». E a quel punto, c’è da scommetterci, l’adeguamento della benzina al rialzo sarà istantaneo”.