Fisco, il governo lavora con Poste per la card anti-evasione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Settembre 2019 22:18 | Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2019 22:34
Giuseppe Conte, Ansa

Il premier Giuseppe Conte (foto Ansa)

ROMA – Il governo pensa a Poste italiane per la gestione della “card antievasione”.

Il modello a cui pensa l’esecutivo è quello della carta del Reddito di cittadinanza.

Secondo Radiocor è stato proprio questo il tema al centro dell’incontro tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante.

La card rappresenterebbe, come spiega il Giornale, una sorta di chiave di accesso alle diverse funzioni: carta d’identità, tessera sanitaria e, appunto, conto di pagamento, una specie di borsellino elettronico

Il piano del governo.

Identità digitale, tessera sanitaria, carta d’identità e borsellino elettronico in una sola carta magnetica. Con la probabilità che anche la patente di guida si possa inserire fin da subito, puntando a mettere il progetto della “card unica” già nella legge di bilancio 2020, o al massimo di chiudere “entro i primi mesi del 2020”.

Si muoverà su queste linee – a spiegarlo è il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa – il progetto del governo per la card unica.

“La speranza – spiega Villarosa – è riuscire a inserirla già nel pacchetto della legge di bilancio sulle carte di pagamento, ma al massimo si andrà ai primi mesi del 2020” dando una spinta in più alla lotta all’evasione che promette “un recupero importante, fra l’altro, è bene sottolinearlo, senza tassare il contante”. 

Villarosa, impegnato in questi giorni in un confronto con ministero dell’Interno, Banca d’Italia, Abi, Poligrafico dello Stato, operatori del settore che – spiega – “mi hanno rassicurato” sulla fattibilità in tempi rapidi della card unica. Che qualsiasi cittadini che intenda pagare online, contactless e comunque su digitale potrà attivare ovunque venga offerto il servizio – dalla banca online alle Poste. Con l’ambizione dell’esecutivo di estendere la card unica, progressivamente, alla tessera per il reddito di cittadinanza, ai versamenti della Naspi, al certificato elettorale, ai badge della pubblica amministrazione e potenzialmente alla carta d’identità valida per l’espatrio, magari estendendo gli accordi bilaterali anche con i Paesi extra Ue. Una semplificazione e incentivazione dei pagamenti digitali che assicurerà massima sicurezza anche in caso di smarrimento della card unica: una chiave di accesso per interfacce che già ci sono, che è possibile bloccare immediatamente”.

Fonte: Il Giornale, Radiocor, Ansa.