Stime del Pil riviste al ribasso. E con dazi e Iva la situazione potrebbe peggiorare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 maggio 2018 15:21 | Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2018 15:21
Stime del Pil riviste al ribasso. E con dazi e Iva la situazione potrebbe peggiorare

Stime del Pil riviste al ribasso. E con dazi e Iva la situazione potrebbe peggiorare (Foto Ansa)

ROMA – La situazione economica italiana potrebbe peggiorare: a dirlo è l’Ufficio parlamentare di bilancio, organo indipendente che vigila sulla finanza pubblica, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] che ha rivisto al ribasso le stime del prodotto interno lordo per il 2018 contenute nel Documento di programmazione economica e finanziaria.

In particolare Ubp stima una crescita del Pil dell’1,4%, e non più, come previsto anche nel Def, dell’1,5%. E la situazione potrebbe anche peggiorare a causa della guerra dei dazi a livello internazionale scatenata dal presidente americano Donald Trump e anche per i possibili aumenti dellIva in Italia.

Secondo quanto ha spiegato il presidente dell’Ufficio parlamentar di bilancio Giuseppe Pisauro, la flessione potrebbe essere ben più importante nel caso di uno choc protezionistico, che potrebbe portare ad una riduzione di 0,5 punti percentuali, contro una riduzione dello 0,3 per cento contenuto nelle ipotesi di governo e stimato anche dall’Istat, spiega La Stampa:

L’impatto sull’economia italiana delle tensioni commerciali potrebbe portare a una riduzione di 0,5 punti percentuali, contro il -0,3 contenuto nelle ipotesi del governo e anche dell’Istat. In sostanza l’effetto sarebbe doppio rispetto a quello finora stimato. In merito all’aumento dell’Iva è invece intervenuto il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, secondo cui la mancata sterilizzazione «avrebbe un impatto dello 0,1%» sulla crescita.

La Banca d’Italia invece pone l’accento sul debito pubblico:

«Anche se fondamentalmente solvibili, i Paesi molto indebitati sono comunque esposti al rischio di crisi di liquidità», afferma il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini. Il debito pubblico italiano «è elevato» e inferiore solo a quello della Grecia nell’area euro, quindi l’obiettivo «credo largamente condiviso sia quello di collocare in modo credibile il debito lungo un sentiero di durata e visibile riduzione, il momento lo consente».

Per questo motivo secondo quanto ha fatto capire Signorini la riforma Fornero non andrebbe toccata, al contrario di quanto vorrebbero fare i partiti che probabilmente andranno al governo, ovvero Lega e M5s:

«La sostenibilità del debito pubblico italiano poggia in larga misura sulle riforme pensionistiche introdotte nell’arco degli ultimi decenni. E’ uno dei punti di forza della finanza pubblica italiana; è opportuno non indebolirlo». Un punto questo contestato sia dalla Lega che dal Movimento 5 stelle.