Istat: “Crescita italiana ferma”

Pubblicato il 9 Settembre 2011 10:16 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2011 11:29

ROMA, 9 SET – Il Prodotto interno lordo italiano nel secondo trimestre 2011 è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, e dello 0,8% nei confronti del secondo trimestre 2010. Lo comunica l’Istat, confermando la stima preliminare diffusa il 5 agosto.

La crescita del Pil acquista per il 2011, ovvero quella annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno, è pari allo 0,7%. Il Pil nel secondo trimestre 2011 è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti del secondo trimestre 2010.

Nel Def (Documento di economia e finanza) il governo indica una crescita per l’intero 2011 dell’1,1% (dato grezzo).

L’Istituto di statistica spiega che il dato sul prodotto interno lordo (Pil) è espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato. Quindi, rispetto al primo trimestre 2011, la crescita del Pil accelera su base congiunturale (al +0,3% dal +0,1%), mentre rallenta in termini tendenziali (al +0,8%, dal +1,0%).

Tutte le componenti della domanda interna sono risultate in aumento. Le importazioni sono diminuite del 2,3% e le esportazioni sono cresciute dello 0,9%. In particolare, in termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono diminuite del 2,3%, il totale delle risorse (Pil e importazioni di beni e servizi) è diminuito dello 0,3%.

Dal lato della domanda, le esportazioni sono aumentate dello 0,9%, gli investimenti fissi lordi dello 0,2% e i consumi finali nazionali dello 0,2%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è aumentata dello 0,2%, quella della Pubblica Amministrazione (Pa) e delle Istituzioni Sociali Private (Isp) è rimasta stazionaria.

La crescita degli investimenti è stata determinata da un aumento degli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti del 2,5% mentre gli investimenti in costruzioni sono scesi dell’1,6%, e gli acquisti di mezzi di trasporto hanno subito una contrazione dello 0,3%. La spesa delle famiglie sul territorio nazionale ha registrato un aumento, in termini tendenziali, dell’1,1%; in particolare, gli acquisti di servizi sono cresciuti dell’1,9%, i consumi di beni non durevoli sono aumentati dello 0,1% mentre i consumi di beni durevoli sono rimasti stazionari.

Gli investimenti fissi lordi hanno segnato nel complesso una crescita dello 0,6% (aumentano del 3,4% gli investimenti di macchinari e altri prodotti e dello 0,6% gli investimenti in mezzi di trasporto, mentre si registra un calo dell’1,5% per gli investimenti in costruzioni).

Nel settore dei servizi il fatturato aumenta nel commercio, mentre fa segnare delle variazioni negative nei trasporti. Si registrano rialzi congiunturali per la manutenzione e riparazioni di autoveicoli (+2,4%), per il commercio all’ingrosso (+1,5%), per i servizi di informazione e comunicazione (+1,1%) e per i servizi postali e attività di corriere (+0,8%). Mentre il giro d’affari risulta in calo nei comparti del trasporto marittimo (-0,3%) e di quello aereo (-,2%). Se si confrontano i risultati con il secondo trimestre del 2010, si nota come le crescite tendenziali più consistenti abbiano, invece, riguardato il trasporto aereo (+6,6%), il commercio all’ingrosso (+6,5%) e la manutenzione e riparazioni di autoveicoli (+4,4%). Variazioni annue negative si rilevano nel trasporto marittimo (-4,8%) e nei servizi postali e attivita’ di corriere (-3,5%).