Pil Usa +2,6% ultimi tre mesi 2018: crescita sopra attese, ma ripresa rallenta

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 febbraio 2019 19:37 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2019 19:37
Pil Usa +2,6% ultimi tre mesi 2018: crescita sopra attese, ma ripresa rallenta

Pil Usa +2,6% ultimi tre mesi 2018: crescita sopra attese, ma ripresa rallenta (foto Ansa)

NEW YORK – Gli Stati Uniti continuano a crescere sopra le attese. Ma negli ultimi tre mesi dell’anno hanno perso slancio con il Pil salito del 2,6%, in rallentamento rispetto al +3,4% del terzo trimestre e del +4,2% di aprile-giugno.

A frenare la crescita i consumatori che stringono la cinghia con lo svanire dell’effetto del taglio delle tasse di Donald Trump e il mercato immobiliare con investimenti in calo per il quarto trimestre consecutivo. La frenata degli ultimi tre mesi rischia di essere uno schiaffo per il presidente americano: con il rallentamento la crescita del 2018 potrebbe essersi attestata al 2,9%, ovvero al di sotto del 3% sventolato ripetutamente da Trump e dalla sua amministrazione.

Se il calcolo però si effettua confrontando la produzione totale del quarto trimestre 2018 con quella del quarto trimestre 2017, invece che la produzione 2018 su quella 2017, la crescita dello scorso anno risulterebbe pari al 3,1%. In tutti e due casi si tratterebbe del risultato migliore dal 2015. I dati però sono ancora preliminari e quindi suscettibili di essere rivisti, tenendo così Trump nell’incertezza sul poter o meno cantare vittoria per il raggiungimento di un successo economico.

Una delle certezze è che l’effetto della riforma delle tasse da 1.500 miliardi di dollari, già svanito di recente, sarà pressoché muto per il 2019, quando “l’Azienda America” potrà continuare a farsi forza su un mercato del lavoro solido e redditi in aumento. Un fattore questo cruciale per migliorare gli standard di vita andando a riducendo le forti disparità sociali, e soprattutto per sostenere i consumi, motore dell’economia americana.

Le spese dei consumatori nel quarto trimestre sono salite del 2,8%, meno del +3,5% del terzo trimestre, con gli americani che hanno rallentato gli acquisti per i servizi e i beni non durevoli. La frenata annulla l’effetto positivo dell’aumento delle esportazioni e degli investimenti delle aziende, cresciuti rispettivamente dell’1,6% e del 6,2%. A pesare anche l’ennesima contrazione degli investimenti nel settore immobiliare residenziale, calati del 3,5%. Si tratta del quarto trimestre consecutivo di calo, innescato dall’aumento dei tassi di interesse e dalle modifiche introdotte nella riforma fiscale che hanno ridotto i benefit derivanti dall’essere proprietario di una casa.

L’andamento dell’economia sembra confermare la strada scelta dalla Fed, ovvero quella della pazienza di fronte a uno scenario economico che sta cambiando e che presenta per gli Stati Uniti  rischi al ribasso. Il dato sul pil mostra che ”l’economia sta facendo bene, ma non cambia i rischi che la Fed ha identificato. Continueranno a essere pazienti” afferma Sarah House, economista di Wells Fargo.

I numeri indicano una crescita “rispettabile” ma i primi tre mesi del 2019 saranno “decisamente più lenti” mette in evidenza Megan Greene, capo economista di Manulife Asset Management. E le previsioni non lasciano adito a dubbi: i più pessimisti stimano per il primo trimestre un crescita di appena l’1,2%.

Fonte: Ansa

Fonte: Wall Street Journal