Addio pummarola nostrale, siamo invasi da pomodori cinesi spacciati per italiani

Pubblicato il 19 agosto 2010 14:56 | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2010 15:42

Scatole di concentrato di pomodoro cinese imporato in Italia

Sono praticamente quadruplicati (+272%) gli sbarchi di concentrato di pomodoro cinese in Italia negli ultimi dieci anni e rappresentano oggi la prima voce delle importazioni agroalimentari dal gigante asiatico.

E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base di una analisi sui dati dei primi cinque mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2000. Alla luce di questi dati, Coldiretti sottolinea che “la possibilità di ‘spacciare’ come Made in Italy la produzione orientale, oltre ai rischi sanitari confermati dai recenti sequestri, sta mettendo in crisi la coltivazione della vera pummarola Made in Italy, il cui raccolto è stimato quest’anno in calo di quasi il 10%”.

Il quantitativo che sbarca in Italia dalla Cina, secondo l’organizzazione, dovrebbe superare a fine anno i 100 milioni di chili, pari a quasi il 15% della produzione di pomodoro fresco italiana destinato alla trasformazione realizzata in Italia.

Dalle navi – denuncia Coldiretti – sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro.

Sottolineando che nelle campagne “si segnalano ritardi nel ritiro dei prodotti, clausole vessatorie e mancato rispetto delle regole contrattuali che stanno provocando incertezza e danni ai produttori agricoli”, Coldiretti chiede “una iniziativa da parte del Ministero delle politiche agricole per verificare l’evoluzione della campagna di raccolta ed avviare le eventuali attività di controllo negli stabilimenti industriali”.