Ponte Morandi, gli sfollati di Genova dovranno continuare a pagare il mutuo

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 agosto 2018 6:15 | Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2018 11:29
Ponte Morandi, gli sfollati di Genova dovranno continuare a pagare il mutuo

Ponte Morandi, gli sfollati di Genova dovranno continuare a pagare il mutuo (Foto Ansa)

GENOVA – Sono quasi 300 le famiglie sfollate dopo il crollo del ponte Morandi a Genova il 14 agosto scorso le cui case sono troppo a rischio perché sotto ai monconi pericolanti del viadotto. E tra queste famiglie, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] alcune stavano pagando il mutuo per quegli appartamenti che, molto probabilmente, verranno abbattuti. Nonostante questo dovranno continuare a pagare le rate mancanti alle banche. 

Unicredit e Carige hanno concesso una sospensione dei pagamenti di dodici mesi, ma si tratta, appunto, di sospensione. Finito l’anno chi aveva un mutuo dovrà riprendere a pagarlo. L’unico modo per essere esenti da questo obbligo sarebbe aver stipulato una assicurazione sul “perimento” dell’immobile, assicurazione che però è molto rara, spiega Repubblica. 

Aldo Bissi, collaboratore di Ridare, portale di Giuffrè Francis Lefebvre che si occupa dei temi del risarcimento del danno e della responsabilità civile, ha spiegato al quotidiano di largo Fochetti per quale motivo la ragione è con le banche: “L’obbligo di restituzione è indipendente rispetto alla perdurante esistenza del bene che si è acquistato impiegando la somma mutuata – spiega Bissi – nel caso che ci occupa (le case degli sfollati di Genova, ndr), dunque, il mutuatario rimane obbligato a provvedere al pagamento delle rate di mutuo anche nell’ipotesi di perimento totale del bene immobile”.

Questo perché la banca ha versato i soldi per acquistare l‘immobile, anticipandoli, e quindi pretende indietro capitale e interessi, anche se poi il bene viene a mancare. E’ vero che la banca al momento dell’erogazione del mutuo ha messo una ipoteca sulla casa che ora non c’è più. Il danno dovrebbe esserci anche per lei. Ma questo “non comporterebbe la liberazione del mutuatario dalla propria obbligazione, spiega ancora Bissi a Repubblica: la banca potrebbe, in caso di sospensione dei pagamenti, rivalersi su eventuali altri beni del debitore o sulle sue fonti di reddito (per esempio pignorando lo stipendio)”.

L’unica soluzione per liberare i genovesi sfollati dal mutuo sarebbe un decreto del governo di concerto con l’Abi (l’Associazione bancaria italiana) e le banche interessate. Al momento, però, questa ipotesi non è sul tavolo dell’esecutivo.