Economia

Ponte stretto di Messina non esiste: nel 2017 costerà però allo Stato un milione di euro

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Come dovrebbe essere il ponte sullo Stretto di Messina (Ansa)

ROMA – Il ponte sullo Stretto di Messina non è stato realizzato e forse non si farà mai. Malgrado questo dato certo, la società nata per realizzare il ponte che dovrebbe collegare la Sicilia con la Calabria, benché sia stata posta in liquidazione il 15 aprile 2013, nel 2016 è costata allo Stato ancora 1,5 milioni di euro l’anno.

A rivelarlo è la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti. I contabili dello Stato, in una nota invocano un intervento legislativo che agevolerebbe la chiusura di questa vicenda liquidatoria. La Corte dei conti passa in rassegna tutta la complicata vicenda della società e conclude che,

“considerata l’assenza di attività, se non quella di resistenza in giudizio, affidata, peraltro, ad avvocati esterni, è necessario procedere ad un ulteriore abbattimento dei costi societari. Infatti, l’onere per il mantenimento in vita della concessionaria, sceso sotto i due milioni solo nel 2015, risulta ancora rilevante, essendosi attestata, per il 2016, sopra il milione e mezzo”

La previsione per il 2017 è di un milione. Tra le reazioni politiche a questa relazione della Sezione centrale di controllo è Vincenzo Garofalo di Ap che, come scrive Fanpage,  spiega che

 “Ancora una volta la Corte dei Conti bacchetta lo Stato sui costi per il mantenimento in vita di Stretto di Messina Spa, la concessionaria costituita per la costruzione del Ponte e posta in liquidazione nel 2013. Tre milioni e mezzo di euro solo negli ultimi due anni. Già lo scorso febbraio con una interrogazione parlamentare avevamo sollecitato il Governo ad intervenire con gli appositi strumenti per accelerare la definitiva liquidazione della società”.

“Da troppi anni si trascina infatti questa situazione di cui a farne le spese sono soltanto i cittadini. Adesso però, dopo le nuove critiche della magistratura contabile, il Governo non può pensare di rimanere immobile in attesa che si definiscano i contenziosi in essere, ma ha il dovere comunque di battere un colpo per ridurre quanto prima questi costi che rimangono enormi per la comunità. Allo stesso tempo mi auguro che prenda finalmente in seria considerazione la possibilità di affidare a Anas o a Ferrovie la realizzazione del Ponte”.

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