Popolo scarica debito, sui figli: 55 mila euro a millennial, metà se hai 50 anni

di Lucio Fero
Pubblicato il 11 aprile 2019 10:48 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2019 11:45
Popolo scarica debito pubblico, sui figli: 55 mila euro a millennial, metà se hai 50 anni

Popolo scarica debito, sui figli: 55 mila euro a millennial, metà se hai 50 anni (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Popolo, volontà di popolo, consenso di popolo, scelta di popolo, parola di popolo. Sono decenni che il popolo italiano ha scelto, senza mutare sostanzialmente rotta, senza pentimenti, non tollerando deroghe. Decenni, nessuno può far finta di non sapere nulla. Anche se moltissimi trovano sempre nuovi modo per recitare la parte di chi non ha capito, di chi tutto è successo…a sua insaputa.

Cosa è successo, qual è da decenni la scelta di popolo? Di popolo e quindi conseguentemente di governo. Anzi, di governi. Perché sono decenni che la scelta di governo su un punto non muta: dalla Dc e dal pentapartito degli anni ’80 di cui molti non sanno neanche cosa siano stati e fino ai governi Berlusconi e poi a quelli del centro sinistra e ancora fino ad oggi al governo Salvini-Di Maio, la scelta è netta. Ce ne sono le tracce evidentissime nel corpo stesso della società italiana. Come solchi profondi tracciati nel terreno. Più che solchi, incisioni così profonde nel territorio socio-economico, perfino demografico, da aver disegnato connotati, fattezze dell’Italia come è.

La scelta da decenni è stata ed è quella di fare debiti e di farli pagare a quelli che sarebbero venuti dopo. Lo Stato per mano dei governi e per richiesta, volontà e consenso popolare spendeva a debito. Spese, spendeva, ha speso e spende lo Stato per tutti. Per i pensionandi che andavano in pensione dopo 15 anni di contributi (relativamente pochi) e per i tantissimi che fino a ieri andavano in pensione di fatto a 57/58 anni. Spendeva lo Stato per i commercianti e artigiani esentati di fatto dal pagamento delle tasse, evasdione ed elusione più che tollerate.

Spendeva per i dipendenti pubblici tollerando la bassissima produttività e l’alto numero. Spendeva per i dirigenti della Pubblica Amministrazione, i più pagati in Europa. Spendeva per le aziende pubbliche e per le aziende semi pubbliche, la maggior parte in eterno rosso di bilancio. Spendeva per pagare il sovrapprezzo di appalti sempre gonfiati. Spendeva per il sovrapprezzo del pizzo imposto alle spese sanitarie da corruzione. Spendeva per il sovrapprezzo per ogni chilometro di strada o ferrovia costruiti, sovrapprezzo imposto dalla società civile, non dai…cattivi.

Si è speso e si spende da decenni per tutti, nessuna categoria esclusa, nessun gruppo tagliato fuori dalla spesa pubblica. La miglior contro prova che si spendeva e si spende per tutti è che tutti si lamentano del fatto si spenda di più per qualcun altro che non per se stesso. Si spendeva e si votava di conseguenza, il popolo ama avere tutti gli alibi, ma qui faceva il palo alla rapina di pubblico denaro e spartiva, attendeva la distribuzione del bottino. Chi più, chi meno certo…ma tutti.

E quindi da decenni si spende e si reclama si spenda. A debito perché frega nulla a nessuno o quasi  tra il popolo dove si trovino e da dove arrivino i soldi. A debito! A debito! A debito! Nell’invocazione potrebbero ritrovarsi scavalcando e mescolando i tempi l’elettorato che fu della Dc e del Psi, quello di Forza Italia e del Pci, quello M5s e della Lega. E a debito fu e a debito è. Ma a debito di chi?

Al Sole 24 Ore si sono presi in carico sacrosanta fatica: rispondere alla domanda, quella appunto a debito di chi? E consultando e confrontando dati ufficiali delle varie istituzioni economiche dal 1946 al 2017 cosa hanno trovato? Hanno trovato questo: un italiano ottantenne, che ha avuto cioè decenni di tempo per godere della sua personale fettina di spesa pubblica, ha un debito, mettiamo di un euro. Per il suo connazionale che di anni ne ha 56, che quindi di spesa pubblica ne ha vista e usufruito ma non tutta però, quell’euro sono diventati dieci. Dieci di debito. E un italiano di 15 anni che di spesa pubblica a suo vantaggio ne ha vista pochina? Per lui il debito è di 100 euro. E un italiano di due anni? A suo carico mille euro di debito pubblico per ogni euro dell’ottantenne, 10 euro del  56enne, 100 euro del quindicenne.

Questi sono i fatti e le proporzioni. Il popolo ama così tanto i suoi figli, ha amato così tanto i suoi figli da scaricare loro addosso i suoi debiti: il debito pubblico italiano fa 38 mila euro a testa contando tutti proprio tutti, anche i neonati. Ma quei 38 mila sono 55 mila a testa per i millennial. I 2.358 miliardi di debito pubblico italiano sono stati spesi a vantaggio di alcune generazioni e scaricati sulle successive. Non c’è dubbio, carta canta. Come non c’è dubbio che si continua a fare lo stesso, la stessa scelta. L’ultimo dei governi, quello più del popolo di tutti, ha fatto e vuol fare altri debiti da scaricare sui figli e pure sui nipoti. (Fonte Sole 24 Ore).