Porto Rico, la Grecia degli Stati Uniti è ufficialmente in default. Ecco perché

di Edoardo Greco
Pubblicato il 5 agosto 2015 6:00 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2015 10:54
Porto Rico, la Grecia degli Stati Uniti è ufficialmente in default. Ecco perché

Porto Rico, la Grecia degli Stati Uniti è ufficialmente in default. Ecco perché

PORTO RICO – In questo momento Porto Rico, il 51° Stato degli Stati Uniti d’America, è in default, con un debito di 72 miliardi di dollari. L’isola caraibica doveva pagare entro il 4 agosto 2015 una cifra come 58 milioni di dollari di obbligazioni in scadenza. Ma ha tirato fuori solo… 628 mila dollari.

Come sono iniziati i guai di questa Grecia degli States? Già sei settimane fa Porto Rico aveva annunciato che non sarebbe stato in grado di continuare a chiedere in prestito denaro per pagare i suoi debiti. Per molto tempo è stato comunque capace di finanziarsi perché il Fisco Usa ha sempre incentivato pensionati e fondi di investimento a comprare bond portoricani.

Nello scenario peggiore i creditori potrebbero costringere il governo portoricano a ripagare i suoi debiti prima di pagare i suoi dipendenti e affrontare tutte le misure di spesa pubblica. Nel migliore il Congresso Usa potrebbe spingere Porto Rico a mettere in procedura di bancarotta le aziende partecipate statali, i comuni, gli enti locali.
Scrive Marco Valsania sul Sole 24 Ore:

Per il resto questa “Grecia d’Oltreoceano” non ha invece i fondi dopo anni di dura crisi economica. La legislatura locale semplicemente non li ha stanziati, nello sforzo di preservare le scarsissime risorse rimaste per servizi essenziali e per evitare paralisi del governo guidato da Alejandro Garcia Padilla.

Il mancato pagamento dei titoli della Public Finance Corporation di Porto Rico, se impone ormai previste perdite tra gli investitori e accelera la loro fuga, rappresenta anche un passo verso la prospettiva di una inevitabile ristrutturazione del debito. Le autorità del territorio sono al lavoro su un piano che potrebbe essere presentato entro la fine di agosto e gruppi di creditori si stanno già suddividendo per tipologia di bond posseduti, al fine di orchestrare il recupero parziale dei loro investimenti se e dove possibile.

Il processo di ristrutturazione è tuttavia reso incerto dal particolare status di Porto Rico, in regime di Commonwealth con gli Stati Uniti. Servirebbe una legge apposita affinché il territorio possa trattare usufruendo della protezione dai creditori prevista dal Chapter 9 della normativa sull’amministrazione controllata, oggi riservato solo alle città americane.

Porto Rico ha 18,6 miliardi di dollari in obbligazioni teoricamente garantite dal governo, 15,2 miliardi di bond garantite da entrate di una tassa sui consumi e altri 24,1 miliardi emessi da agenzie del territorio. Quasi metà dei fondi comuni esposti a titoli di municipalità statunitensi ha investimenti nei bond di Porto Rico, anche se numerosi di questi fondi hanno da tempo – i più ottimisti negli ultimi mesi – ridotto drasticamente le scommesse. Uno degli ultimi è stato Monarch Alternative Capital, con una lettera ai clienti la scorsa settimana.