Poste Italiane, workshop su imprese e sostenibilità. Del Fante: “Dipendenti a scuola di diritti umani” FOTO-VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 Gennaio 2020 20:09 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2020 22:09
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Poste Italiane: Frattini, Del Fante e Giovannini al convegno che si è tenuto in Confindustria (foto Blitz Quotidiano)

ROMA – I principi ispiratori delle politiche di Poste Italiane in tema di diritti umani e le misure attuate per assicurarne il rispetto all’interno dell’azienda e verso tutti quei soggetti coinvolti direttamente o indirettamente con Poste Italiane, sono stati illustrati dall’Amministratore Delegato di Poste, Matteo Del Fante, durante il workshop “Business e diritti Umani: il ruolo delle Imprese per lo sviluppo sostenibile”. 

L’incontro si è tenuto oggi, mercoledì 29 gennaio, nella sede romana di Confindustria, sala Pininfarina.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con la Società italiana per l’organizzazione internazionale (Sioi) con l’obiettivo di confermare e rafforzare l’impegno preso nel 2018 da Poste Italiane con l’approvazione della Politica aziendale in materia di Tutela e Protezione dei Diritti Umani.

Al workshop, aperto da Franco Frattini, Presidente della Sioi, hanno partecipato Enrico Giovannini, Portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS), Fabrizio Petri (Presidente del Comitato interministeriale per i Diritti umani (Maeci), Gianni Rosas, Direttore dell’Ufficio Italia dell’International labour office (Ilo) e Maria Benedetta Francesconi, Responsabile Politiche di promozione della responsabilità d’impresa del Ministero dello Sviluppo economico.

Poste Italiane considera la tutela dei Diritti Umani uno standard globale di condotta per le imprese chiamate ad attuare strategie di protezione e promozione dei diritti umani e modelli di sviluppo sostenibile nel rispetto dei diritti dei lavoratori e di coloro potenzialmente interessati dall’impatto delle attività economiche.

Secondo la visione di Poste, infatti, un business model di successo può affermarsi solo in una società dove stato di diritto, protezione dei diritti umani e sostenibilità ambientale sono adeguatamente tutelati perché l’utilizzo sistematico dei criteri di Responsabilità sociale d’impresa può influire positivamente sulla competitività, rappresentando ormai un requisito minimo per i mercati economici internazionali.

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Foto Blitz Quotidiano

Poste Italiane è consapevole di poter svolgere un ruolo nell’affermazione dei principi di sviluppo sostenibile nel mondo delle imprese italiane e lavora in direzione di un impegno comune, sensibilizzando e favorendo l’esercizio di responsabilizzazione e di miglioramento del business. Ulteriore dimostrazione dell’impegno di Poste Italiane a supporto del conseguimento dei Sustainable Development Goals è rappresentata dalle recenti adesioni al Global Compact delle Nazioni Unite, tramite cui l’Azienda si impegna a promuovere attivamente i dieci principi di condotta etica e di business responsabili.

Inoltre, con riferimento alla protezione dei diritti umani in relazione alla parità di genere e alla non discriminazione, l’Azienda si è impegnata ulteriormente sottoscrivendo i Women’s Empowerment Principles, l’iniziativa promossa da UN Women e il Global Compact a supporto della parità di genere a livello mondiale.

Del Fante: “Dipendenti a scuola di diritti umani” 

I diritti umani diventano per Poste un modello di sviluppo aziendale, con l’attenzione alle persone che viene al primo posto e iniziative come il sostegno lavorativo alle donne vittime di violenza, il codice etico anche per i fornitori o l’apertura (avvenuta proprio in questi mesi ndr) di uffici postali in borghi con 30-40 persone. 

“Stiamo portando avanti un percorso per cui i diritti umani devono entrare nella pelle dei nostri colleghi”, dichiara Matteo Del Fante. Il corso è incentrato su tre pilastri: i doveri per gli stati, le imprese come propulsori di una cultura dei diritti umani e gli strumenti per incentivare comportamenti virtuosi e censurare quelli lesivi dei diritti umani.

Poi, a margine del workshop, l’ad di Poste ha spiegato: “Abbiamo approvato a dicembre 2018 una politica specifica per i diritti umani e la decliniamo su tutta la nostra filiera operativa. Questo vuol dire attenzione alle persone in senso lato, attenzione alle donne e alle nostre colleghe, grande attenzione nel modo della della logistica che purtroppo in Italia è afflitto da tante pratiche ancora non adeguate ai diritti dei lavoratori”.

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Matteo Del Fante, ad di Poste Italiane (foto Blitz Quotidiano)

Il presidente della Sioi, l’ex ministro degli Esteri e commissario europeo Franco Frattini, durante il workshop ha indicato come obiettivo del corso “trasformare i diritti umani da una materia che spesso viene vista come imposta dalle leggi, dalle direttive europee e dalle risoluzioni Onu, a un approccio dal basso che veda germogliare dall’interno soluzioni più originali, affinate alla luce dell’esperienza”.

Il portavoce dell’Asvis (l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) ed ex ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha invece lanciato una sfida a Poste, sottolineando la centralità del settore nella battaglia per un mondo sostenibile. “I diritti umani comprendono anche il diritto ad essere informati su cosa sto acquistando e che ripercussioni ha”, ha affermato Giovannini che, dopo aver citato l’enorme impatto che ha sull’ambiente l’utilizzo di Amazon Prime, si è detto convinto che i consumatori potrebbero preferire consegne più lente, ma con un minore impatto ambientale.

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Frattini, Del Fante e Giovannini a margine del convegno che si è tenuto in Confindustria (foto Blitz Quotidiano)

Fonte: Poste Italiane, Ansa 

A seguire le interviste a Matteo Del Fante ed Enrico Giovannini a margine del workshop: