Poste Italiane verso la Borsa, semestre con utili raddoppiati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 luglio 2015 19:25 | Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2015 19:25
Poste Italiane verso la Borsa, semestre con utili raddoppiati

(Foto d’archivio)

ROMA – Poste italiane si avvia alla quotazione in Borsa con utili raddoppiati nel primo semestre. Risultati che ottengono anche il placet del premier Matteo Renzi, che li definisce “molto positivi”. L’utile del primo semestre del 2015 vola infatti a 435 milioni di euro, contro i 222 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, mentre i ricavi ammontano a 16 miliardi (+7%).

Bene soprattutto il comparto assicurativo, i cui ricavi risultano in aumento del 10,9% a 11,2 miliardi, e quello finanziario, che genera ricavi per 2,9 miliardi: i due comparti meno ‘tradizionali’ hanno quindi più che compensato l’attesa flessione dei ricavi per corrispondenza (-6,5% a 1,9 miliardi), indotta principalmente dalla riduzione dei volumi sulla corrispondenza (-11,8%), che è comunque in rallentamento rispetto al primo semestre dell’anno scorso (-9%).

Significativa, peraltro, la crescita dei ricavi del comparto pacchi, in aumento del 4,4% rispetto al 2014 e pari a 280 milioni. I servizi postali e commerciali, nel loro insieme, registrano comunque una perdita operativa di 89 milioni (contro quella di 36 milioni del primo semestre 2014), che però è stata “mitigata dalle azioni di contenimento dei costi realizzate principalmente in questo settore”.

RENZI: “DATI POSITIVI” – Sono dati “davvero molto positivi” ha commentato Renzi, ricordando quella che ha definito “una operazione di vera spending review, perché con la modifica del servizio universale, all’avanguardia in Europa, otteniamo un risparmio da 100 milioni l’anno per il contribuente”. Il premier si riferisce al recente provvedimento dell’Agcom che disciplina le nuove modalità di svolgimento del servizio universale, tra cui l’introduzione graduale del recapito a giorni alterni fino a un massimo del 25% della popolazione in particolari zone.

Con questo biglietto da visita, la società guidata da Francesco Caio si prepara alla quotazione in Borsa, per la quale oggi sono stati compiuti ulteriori passaggi formali. Prima il Consiglio di amministrazione e poi l’assemblea hanno infatti non solo deliberato la formale domanda di ammissione alla quotazione, ma hanno anche varato il nuovo statuto per adeguare il gruppo Poste alla qualifica di società quotata (per esempio il sistema del voto di lista per la nomina degli organi sociali ed il limite al possesso azionario), nonché le modifiche al regolamento del Patrimonio Destinato BancoPosta, che vengono adottate al fine di adeguarne il testo alle Disposizioni di Vigilanza di Banca d’Italia. Sono stati poi nominati i due nuovi consiglieri, Umberto Nicodano e Chiara Palmieri.

Archiviata la fase degli adempimenti formali, come ha spiegato Caio, può adesso partire la fase “esecutiva” del processo di quotazione, che porterà sul mercato una quota fino al 40% entro l’anno (per un incasso stimato di circa 4 miliardi). L’attesa è adesso per la bozza del prospetto informativo (filing), che dovrebbe arrivare alla Consob entro la prima decade di agosto, mentre per la quotazione vera e propria si dovrà aspettare probabilmente la fine di ottobre. Di oggi, infine, è anche l’accordo decennale con Anima Holding, di cui poche settimane fa Poste aveva rilevato il 10,3%.