Poveri raddoppiati in 5 anni. E quasi un milione sono bambini

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 29 Ottobre 2013 12:09 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2013 12:32
n concetto già espresso, sempre martedì 29 ottobre e sempre in audizione al Senato sulla manovra, dalla Corte dei Conti:

n concetto già espresso, sempre martedì 29 ottobre e sempre in audizione al Senato sulla manovra, dalla Corte dei Conti:

ROMA – Il Prodotto interno lordo italiano continua a calare, l’inflazione a crescere, e il taglio del cuneo fiscale previsto dalla Legge di Stabilità favorirà solo le famiglie più ricche, che hanno più persone con un lavoro dipendente. Ma soprattutto dal 2007 al 2012 i poveri in Italia sono raddoppiati. E un milione di loro non ha nemmeno 18 anni. 

 

I dati arrivano dall’Istat, l’istituto italiano di statistica, ma confermano un trend che va avanti da tempo. E ribadiscono un concetto già espresso, sempre martedì 29 ottobre e sempre in audizione al Senato sulla manovra, dalla Corte dei Conti: il taglio del cuneo fiscale previsto dalla Legge di Stabilità al vaglio del Parlamento esclude dai benefici lavoratori autonomi e disoccupati. E anche per chi sarà interessato lo sconto di imposta medio sarà di 116 euro all’anno, cioè nemmeno 10 euro al mese.

 

Il dato peggiore è quello sul cosiddetto “disagio economico”, cioè sui poveri: dal 2007 al 2012 sono raddoppiati, passando da 2,4 a 4,8 milioni. Quasi la metà di loro sono al Sud, un milione è minorenne. Oggi ben il 65% delle famiglie italiane compra di meno rispetto a cinque anni fa, più di una su due.

Anche perché i prezzi dei prodotti continuano ad aumentare: per il 2014, con l’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22%, l’inflazione crescerà dello 0,3% rispetto a quanto sarebbe cresciuta se non ci fosse stata la manovra.

Il Pil, la ricchezza prodotta dal Paese, nel 2013 calerà dell’1,8%, più di quanto aveva previsto il Governo. Ma, ed ecco l’unica buona notizia, a fine 2013 dovrebbe “terminare la fase recessiva iniziata nel secondo trimestre del 2011”.