Povertà, Actionaid: “Italia ultimo donatore in Europa”

Pubblicato il 17 Giugno 2010 10:54 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2010 12:52

Il rapporto tra aiuti pubblici allo sviluppo e prodotto interno lordo dell’Italia è stato nel 2009 dello 0.16% (circa 3.3 miliardi di dollari), con una contrazione in termini reali del 34%. In media gli altri Paesi europei hanno destinato, invece, lo 0.44% del loro Pil. Il nostro Paese risulta così, secondo quanto segnala ActionAid nel suo rapporto “L’Italia e la lotta alla povertà nel mondo”, ”l’ultimo donatore, dopo Grecia, Portogallo, Malta e Cipro, Paesi che hanno una situazione di finanza pubblica molto più instabile”.

Secondo l’Ong, la “crisi degli aiuti” non può essere dettata solo “dalla difficile situazione economica”, ma è da attribuirsi “anche a scelte politiche”. Nello studio vengono citati, infatti, Paesi che hanno accresciuto il loro livello di aiuto, in primis Stati Uniti (+5,4%) e Gran Bretagna (+12%). ActionAid rileva anche che il sostegno italiano “rischia di disperdersi”: nel 2009 il 74% della quota è stata destinata ad aiuti multilaterali, contro una media europea del 39%. Già nel 2004, viene ricordato nel rapporto, il comitato per l’aiuto allo sviluppo dell’Ocse (Dac) aveva raccomandato di elaborare una strategia per concentrare le risorse verso un numero minore di organizzazioni internazionali.

Invece, nell’ultimo biennio un numero crescente di soggetti ha beneficiato degli aiuti della cooperazione italiana: da 50 a 60 beneficiari di finanziamenti. Allo stesso modo l’efficacia del sostegno viene messo in dubbio perché l’Italia risulta impegnata in settori molto diversi. Sono, infatti, sostenute iniziative per la salute, l’assistenza umanitaria, l’acqua e l’igiene pubblica e la società civile. Mentre l’Ue si era impegnata nel 2007 a limitare a tre i propri settori di intervento.

Nei giorni del G8 dell’Aquila, il governo italiano si era formalmente impegnato ad aumentare il proprio sostegno ai programmi alimentari e di lotta alle malattie, “a un anno di distanza nessuno degli impegni è stato mantenuto”,  denuncia ActionAid nel rapporto. “L’Italia dimentica la cooperazione allo sviluppo e mette in crisi la sua credibilità internazionale”.

In occasione della Presidenza del G8, ricorda l’Ong, “l’Italia si era impegnata a contribuire con 450 milioni di dollari all’Aquila Food Iniative (Afi), valutare la possibilità di presentare un piano di riallinamento nazionale per i livelli di aiuti pubblici allo sviluppo (Aps) e a porre in essere nuovi strumenti per aumentare gli aiuto”, invece “spenti i riflettori all’Aquila l’Italia sembra essersi dimenticata della cooperazione allo sviluppo”.

Le uniche richieste di ActionAid “parzialmente soddisfatte” riguardano il pagamento di alcuni arretrati verso le Banche e i Fondi di sviluppo, la destinazione di una maggiore quota di aiuto verso l’Africa Sub Sahariana e l’approvazione di un piano di modernizzazione gestionale della cooperazione.