Raddoppiano i predatori del risparmio: nel 2010 radiati 78 “promotori”

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 19 Aprile 2011 14:13 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2011 18:28

ROMA – I materassi imbottiti di soldi dei tempi dei nostri nonni non esistono più, ma gli italiani continuano a risparmiare e a sedere, ora in senso metaforico, su quanto accumulato in passato. L’Italia rappresenta poco più dell’un per cento della popolazione della Terra e produce circa il 2,5% del Pil mondiale ma ha accumulato e messo da parte una cifra vicina al 5% della ricchezza del pianeta. Una grande cassaforte, un immenso salvadanaio che, viste le dimensioni, fa gola a molti. Promotori finanziari, intermediari, consulenti: sono i custodi della ricchezza accumulata, color che promettono e spesso riescono a farla fruttare ancora. Talvolta però sono i predatori dell’italico risparmio. Un “talvolta” che purtroppo è sempre meno “talvolta”: è fortissimo aumento il numero di quelli sanzionati per pratiche illecite. Testimonianza di un antico pericolo ma soprattutto di una nuova tendenza, quella di mettersi in doppio petto economico e mangiarsi i soldi altrui.

La conferma nero su bianco del fenomeno arriva dai provvedimenti della Consob nei confronti dei promotori finanziari: nel 2010 le sanzioni hanno viaggiato all’insegna del raddoppio rispetto al 2009, raggiungendo quota 146, il livello più alto degli ultimi dieci anni. E intanto è in arrivo un giro di vite per gli agenti finanziari e i mediatori creditizi, sotto l’ombrello della vigilanza della Banca d’Italia. Lo scorso anno 78 promotori hanno ricevuto il “cartellino rosso” dalla Consob e sono stati radiati dall’Albo (contro 43 del 2009). La mappa geografica degli espulsi tratteggiata dalle delibere mostra la provincia di Roma in testa, seguita da quella di Napoli. Ma la metà dei radiati opera nel Nord, il ricco Nord. E questi provvedimenti colpiscono evidentemente solo i promotori e i mediatori “ufficiali”, nulla esclude che ne esistano altri, pochi o tanti che siano, sconosciuti alla Consob e alla Banca d’Italia e per questo ancora più pericolosi e meno affidabili.

Di sicuro c’è che per fare una truffa ci vogliono un truffatore e un truffato e, come testimonia la storia del Madoff dei Parioli, a volte gli stessi truffati andrebbero considerati vittime sì, ma non del tutto innocenti. Come si può affidare i propri soldi a chi promette rendimenti a doppia cifra quando è noto a tutti che il mercato va in modo diverso? E’ chiaro che il rischio c’è. Se si punta su un numero alla roulette si può vincere in meno di un minuto trentasei volte la cifra puntata, ma il rischio di perdere tutto è altissimo. Se viene proposto un investimento ad alto reddito e senza rischio dovrebbe essere abbastanza evidente che trattasi di possibile inganno. Ma l’ingenuità non è una colpa e la speranza di arricchirsi nemmeno. Le colpe, almeno quelle penali, ricadono ovviamente sugli agenti del settore.