Processo a Gabetti e Grande Stevens: fecero agiottaggio con un comunicato? La parola a un perito super partes

Pubblicato il 22 Aprile 2010 11:45 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2010 1:06

La sentenza al processo per agiottaggio a tre importanti personaggi della galassia Agnelli, che era attesa per giovedì 22 aprile, è stata invece rinviata.. Oggi era prevista la sentenza ma i

Il giudice Giuseppe Casalbore, con una mossa a sorpresa, invece di ritirarsi in camera di consiglio con gli altri componenti del collegio, ha annunciato di voler disporre una perizia e ha rinviato la causa al 4 maggio. Il giudice, in aula, non ha specificato i contenuti del nuovo accertamento, limitandosi a dire che è “assolutamente necessario”.

Successivamente si è appreso che la perizia riguarderà gli effetti che il comunicato sull’equity swap di Ifil-Exor, diffuso da Ifil il 24 agosto 2005, costato il processo a Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Virgilio Marrone, ha avuto sui mercati finanziari: un passo fondamentale per dimostrare l’esistenza del reato di aggiotaggio.

Si tratta di un passo che gli avvocati difensori, secondo i quali l’andamento della borsa non ebbe sensibili alterazioni, hanno accolto con soddisfazione. “Le nostre obiezioni – ha commentato l’avvocato Marco Ferrero – hanno trovato ascolto”.

Con quel comunicato, la cassaforte degli Agnelli annunciava che alla vigilia della scadenza del prestito con otto banche (tre miliardi di euro, in caso di mancato rimborso sarebbe scattata una conversione di azioni) non erano in programma né allo studio iniziative sul titolo Fiat.

Poi, un mese dopo, con l’operazione equity swap (costato alla famiglia Agnelli la rinuncia a 740 milioni) Ifil trovò risorse sufficienti per mantenere il controllo della casa torinese, evitando diluizioni, scalate, “spezzatini”, incursioni di “corsari”.

Secondo i difensori, fu una nota puntuale e corretta, in grado di fornire informazioni adeguate ai mercati. Per uno degli imputati, Gianluigi Gabetti, che per trent’anni fu il più fedele collaboratore di Gianni Agnelli, la nota “fece capire che Ifil voleva restare il soggetto di riferimento della Fiat”.

Invece per il pm Giancarlo Avenati Bassi, oltre ad essere falso, provocò “il pericolo di una sensibile alterazione”. Il tribunale, che sul punto ha già ascoltato i consulenti di accusa e difesa durante il processo, vuole affidarsi a un perito super partes. E ne sta cercando uno disposto ad accettare il delicato incarico. i tempi, in ogni caso, sono destinati ad allungarsi. Il pm ha proposto di condannare Grande Stevens a due anni e mezzo, Gabetti a due anni e Marrone a diciotto mesi. Tutti, questa mattina, erano presenti in aula.