Pubblica Amministrazione: calano i costi, ma servizi a rischio

Pubblicato il 9 settembre 2012 17:22 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2012 17:27

ROMA – Cala la spesa per gli stipendi nella pubblica amministrazione ma scricchiolano i servizi. O almeno potrebbero. E il risultato di un’analisi della Ragioneria generale dello Stato secondo cui  gli ”interventi di emergenza” sul costo del personale pubblico hanno determinato un calo della spesa 2011 dell’1,2%. Ma si tratta di interventi che potrebbero ”compromettere l’operativita’ delle amministrazioni e la qualita’ dei servizi”. Inoltre – rileva la ragioneria – al termine dell’emergenza, ci sarebbero effetti di rimbalzo.

In particolare la Ragioneria, nel rapporto sulla Spesa delle Amministrazioni Centrali dello Stato, si riferisce agli effetti del blocco della contrattazione collettiva per il triennio 2010-2012, il blocco per gli anni 2011-2013 dei trattamenti economici individuali al livello dell’anno 2010, il limite del 20% al turn over, la sterilizzazione per il triennio 2011-2013 degli effetti economici delle progressioni di carriera, la limitazione delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale. Non tenendo dunque in conto gli effetti (gia’ in atto o a venire) dei decreti spending review.

La gestione degli effetti di questi provvedimenti – spiega Rgs – ”richiedera’ una conduzione molto attenta della fase di ripresa, tenuto anche conto che gli assetti retributivi ed ordinamentali in vigore prima della crisi potrebbero non garantire andamenti compatibili con la situazione economico-finanziaria post crisi, contraddistinta dalla necessitàdi coniugare il rilancio della crescita economica con un accentuato rigore fiscale”. Ma il problema non e’ recente e secondo la Ragioneria le cause prime dello squilibrio odierno sono imputabili alle gestioni passate: con riferimento all’esperienza passata di controllo della spesa, si riscontra l’assenza di un indirizzo politico unico e coerente sia per quanto concerne la limitazione delle assunzioni, sia riguardo ai trattamenti economici, con particolare riferimento all’individuazione di risorse aggiuntive per specifiche categorie di personale o amministrazioni”.

Inoltre sempre per quanto concerne l’occupazione pubblica, ”oltre a prendere atto che una sua riduzione non può prescindere da interventi limitativi nei grossi e più sensibili in termini di impatto sociale comparti di contrattazione (Scuola, Servizio Sanitario Nazionale, Regioni ed autonomie locali e Corpi di Polizia e Forze Armate), sarebbe opportuno accertare l’effettiva necessita’ dell’aumento riscontrato del personale con qualifica dirigenziale, nonche’ l’appropriata gestione delle progressioni di carriera del personale non dirigente”.

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