Quantitative easing per famiglie: mutui e prestiti meno cari, spread bassi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Gennaio 2015 10:19 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2015 10:47
Quantitative easing per famiglie: mutui e prestiti meno cari, BoT people estinti

Quantitative easing per famiglie: mutui e prestiti meno cari, BoT people estinti

ROMA – Quantitative easing per famiglie: mutui e prestiti meno cari. Il piano da 1140 miliardi di euro della Bce, il quantitative easing espressamente destinato a riportare l’inflazione vicino ma non oltre il 2% e a rimettere in carreggiata il credito, mira a rilanciare la crescita e avrà conseguenze dirette sulla vita quotidiana di aziende e famiglie: se funziona, le banche avranno più liquidità per dare soldi a famiglie e imprese, le finanze dei Paesi deboli si rafforzeranno e svanirà la paura della speculazione.

Mutui e prestiti. Le banche saranno più disponibili a prestare denaro a famiglie e imprese, i mutui saranno più leggeri a breve periodo. I grandi investitori torneranno a concentrarsi sui listini azionari, la Borsa risalirà mentre tassi di interesse e rendimenti delle obbligazioni caleranno. Se il piano funziona, l’economia cresce e conseguentemente anche il costo della vita, gli interessi dei bond e le rate dei mutui torneranno a salire (ma come dimostra l’esempio americano è difficile dire quando). Va detto che i tassi di interesse sono già ai minimi storici.

Ma gli spread (le maggiorazioni applicate ai tassi di mercato pari oggi al 2% circa) scenderanno ancora solo per i clienti migliori, quelli più solvibili. Un consiglio: se si trova oggi un fisso sotto al 3,5% vale la pena pensarci. Perché? Se entro due anni inflazione e tassi tornassero sul serio al 2%, un mutuo variabile da 120 mila euro a 20 anni vedrebbe la sua rata salire da da 613 a 797 euro. Scegliendo il fisso invece si continuerebbe a pagare lo stesso importo della prima rata e cioè 684 euro al mese. (Corriere della Sera)

Conti deposito meno convenienti. Nella fase più acuta della crisi le banche, a caccia di liquidità, hanno offerto rendimenti lordi anche del 5% solo per parcheggiare il denaro. Ora non più e il piano Bce alleggerisce ulteriormente il costo della raccolta per le banche.

La mossa della Bce potrebbe quindi creare un mercato a due velocità: da una parte le banche che devono lanciare nuovi prodotti, creare un portafoglio clienti o che per ragioni particolari pagano il denaro più della media dei propri competitor. «Queste – aggiunge Urciuoli – garantiranno ancora tassi di circa 2 punti percentuali superiori a quelli dei titoli di Stato perché sono interessate a mantenere prodotti a queste condizioni; le altre offriranno invece rendimenti inferiori all’1,5% e sostanzialmente usciranno dal mercato dei conti deposito, almeno per il momento». (Il Sole 24 Ore)

BoT people estinti. I rischi dei Btp. Quando lo spread a novembre 2011 toccò quota 570, il momento più drammatico per la solvibilità italiana, i rendimenti dei Bot arrivavano a pagare l’8% dell’investimento. La discesa progressiva dei tassi, la mazzata finale del Qe, hanno decretato praticamente l’estinzione dei BoT people, perché utilizzare questo strumento monetario è ormai appannaggio esclusivo delle banche che parcheggiando il denaro alla Bce ci rimettevano scontando un tasso negativo (-0,20%).

Differente il discorso sui BTp a 10 anni che, seppur ieri abbiano toccato il minimo storico all’1,57%, offrono qualcosina. Ma attenzione: se il «qe» andasse a bersaglio e se cioè l’inflazione dovesse rientrare in zona 2%, i rendimenti reali dei BTp diventerebbero negativi. Motivo per cui, anche se nel breve periodo è previsto un ulteriore apprezzamento, si tratta di un investimento che rischia di scottare. (Il Sole 24 Ore)