Quasi la metà dei pensionati vive con meno di 1000 euro al mese

Pubblicato il 18 agosto 2010 11:31 | Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2010 11:31
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Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti

Quasi la metà dei pensionati vive con meno di mille euro al mese. Lo rileva il ministero dell’Economia nella relazione generale sulla situazione economica del paese secondo la quale la spesa per pensioni e rendite a carico delle amministrazioni Pubbliche è stata, nel 2009, di 234 miliardi di euro. Vale a dire che è aumentata del 4,3% rispetto al 2008. L’anno prima (2007-2008) l’incremento era stato del 3,9%.

Sale l’esborso dello Stato, un punto percentuale in rapporto al prodotto interno lordo, ma gli assegni restano ‘mini’. Un pensionato su due in Italia porta a casa, infatti, meno di 1.000 euro al mese. A fotografare la situazione del sistema previdenziale è il ministero dell’Economia nella consueta ”Relazione generale sulla situazione economica del Paese” diffusa nelle scorse settimane e aggiornata al 2009.

Nel 2009 la spesa per pensioni e rendite è risultata dunque pari a 234.025 milioni di euro, mantenendosi costante come quota del complesso delle erogazioni per prestazioni sociali a carico delle amministrazioni pubbliche (58,2%) e aumentando di circa un punto percentuale in rapporto al Pil (15,4%).

Rispetto al 2008 la spesa e’ cresciuta del 4,3%, mentre l’incremento fra il 2007 e il 2008 era stato del 3,9%. ”La dinamica della spesa per pensioni è spiegata – rileva il Tesoro nel documento – in parte dall’adeguamento dei trattamenti in essere ai prezzi, pari per il 2009 al 3,4% (1,6% nel 2008), di cui 0,1% come conguaglio per lo scostamento tra valore accertato e valore erogato per il 2007. Continua, inoltre, ad essere operativa la disposizione che stabilisce, per il triennio 2008-2010, l’applicazione della rivalutazione nella misura del 100% (e non del 75%) alle fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra tre e cinque volte il trattamento minimo”.

Per quanto riguarda l’importo degli assegni, il 21,4% risulta inferiore ai 500 euro, il 27,7% tra i 500 e i 999,99 euro, il 23,5% tra i 1.000 e i 1.499,99 euro, il 13,7% tra i 1.500 e i 1.999,99 euro. I trattamenti pensionistici con importi più cospicui costituiscono solo il 13,7% del totale (il 7,7% se si considerano le sole pensionate donne) ma in crescita rispetto al 12,4% dell’anno precedente.

Per quanto riguarda gli importi dei redditi pensionistici per ripartizione geografica, si conferma, anche per la previdenza, un’Italia a due velocità: considerato 100 per la media nazionale, al Nord i redditi pensionistici sono infatti pari al 105%, al Centro al 106,6% mentre al Sud valgono l’88,1%. Infine, per quanto riguarda la suddivisione dei tipi di pensione, il gruppo più numeroso (11,4 milioni) è quello dei titolari di pensioni di vecchiaia. I meno numerosi quelli che invece percepiscono un assegno sociale (334.000) e i pensionati di guerra (293.000).