Quote latte, Ue a Italia: “Riscuota i 1,42 miliardi di multe dai produttori”

Pubblicato il 20 Giugno 2013 13:23 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2013 13:24
Quote latte, Ue a Italia: "Riscuota i 1,42 miliardi di multe dai produttori"

Manifestazione Coldiretti contro le quote latte (Foto Lapresse)

BRUXELLES  –  Quote latte, l’Italia rischia una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea se non recupererà 1,42 miliardi di euro dai produttori di latte multati. La commissione Ue ha infatti inviato a Roma una lettera di messa in mora, prima tappa della procedura d’infrazione, in cui esorta l’Italia a ”recuperare, dai produttori di latte che tra il 1995 e il 2009 hanno superato le quote loro assegnate, multe per un totale stimato in almeno 1,42 miliardi di euro, in gran parte ancora non riscossi”.

L’Italia ha ora due mesi di tempo per rispondere ai rilievi della Commissione europea: in primo luogo il fatto di ”non avere ancora adottato, nonostante le sue ripetute richieste, le opportune misure per il recupero delle multe presso gli allevatori responsabili dell’eccesso di produzione di latte”.

Per Bruxelles invece, è ”necessario rimborsare le somme dovute al bilancio dello Stato, per evitare che le conseguenze ricadano sui contribuenti italiani, ma anche per evitare distorsioni della concorrenza con altri produttori europei ed italiani, che hanno rispettato le quote di produzione e pagato le multe sui surplus di latte prodotti”.

Senza contare, aggiunge, che ”il mancato recupero di questi ‘prelievi’ vanifica le azioni intraprese a livello europeo per stabilizzare il mercato dei prodotti lattiero-caseari”.

Il sistema europeo delle quote di produzione di latte è stato introdotto nel 1984, quando l’allora Cee decise di contingentare la produzione in Europa per contenere i costi elevati che pesavano sulle casse comunitarie, causa lo stoccaggio delle relative eccedenze di burro e di latte in polvere nei magazzini europei da parte dei partner del centro e del nord Europa. Il sistema europeo delle quote latte terminera’ nel 2015, sulla base di una decisione del Consiglio dei ministri dell’Ue.