Ragioneri, pensione a 68 anni e con 40 di contributi: tutte le nuove regole

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2013 9:27 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2013 9:27

In pensione a 68 anni e con 40 di contributi.ROMA – In pensione a 68 anni e con 40 di contributi. La riforma per il pensionamento dei 30.050 iscritti alla Cassa di previdenza dei ragionieri è stata approvata il 9 settembre. Le nuove regole prevedono l’abrogazione della pensione di anzianità, l’aumento del contributo soggettivo destinato alle politiche di welfare della Cassa e l’introduzione di un contributo di solidarietà per il triennio 2014-2016. Abbassato poi il contributo minimo, che da 1.776 euro passa a 758 euro come per i commercialisti.

Federica Micardi sul Sole 24 Ore spiega le novità delle pensioni dei ragionieri:

“Il contributo soggettivo viene elevato, già per il 2013, dall’8 al 10%, per arrivare al 15% nel 2018. Non è ancora stato stabilito come procedere al recupero del differenziale non versato, si attende infatti prima l’approvazione della riforma da parte dei ministeri; l’intenzione è di prevedere un versamento scaglionato tra la fine del 2013 e i primi mesi del prossimo anno. Per centrare l’obiettivo del 15% nel 2018, è previsto un aumento di un punto percentuale ogni anno, a partire dal 2014”.

L’età pensionabile sale a 68 anni ed è prevista una minima gradualità: 65 anni per i nati fino al 1947, 66 anni per i nati tra 1948 e 1949 e 67 anni per i nati tra 1950 e 1951.  Anche il requisito dei 40 anni di anzianità contribuiva sarà graduale per chi è nato prima del 1963. Viene invece eliminata la pensione di anzianità:

“È stata poi eliminata la pensione di anzianità: dal 1° gennaio 2013 non è più possibile mettersi “a riposo” con 58 anni di età e 37 anni di contributi. Si può però chiedere la pensione di anzianità anticipata, con 63 anni di età e 20 anni di contributi, penalizzante rispetto all’anzianità perché calcolata solo con il solo metodo contributivo”.

La Cassa dei ragionieri paga così il non aver rispettato i termini chiesti dalla legge Fornero di garantire la stabilità a 50 anni entro il 30 settembre 2012:

“L’aver mancato questo appuntamento ha comportato l’applicazione delle penalità previste dalla stessa legge: non il passaggio al sistema contributivo già in vigore per Cassa ragionieri dal 1° gennaio 2004, ma l’applicazione di un contributo di solidarietà dell’1% su tutte le pensioni in essere e l’apertura della procedura di commissariamento in caso di mancato intervento”.

Dal contributo di solidarietà restato esclusi gli assegni pensionistici più bassi che vale

“per scaglioni di reddito che va dall’1 al 5% per il triennio 2014-2016. Un taglio viene anche fatto alla rivalutazione, che non sarà più pari al 100% dell’inflazione, ma sarà minore, la riduzione anche in questo caso viene fatta per scaglioni di reddito ed esclude le fasce più deboli”.

Altra misura varata è l’aumento del contributo soggettivo complementare, che passa da 252 a 444 euro e che coprirà il finanziamento

“delle politiche di welfare della Cassa, dalla polizza sanitaria, all’assicurazione sulla vita, dalle borse di studio per i tirocinanti all’assegno ai figli minori disabili”.

Paolo Saltarelli, presidente della Cassa di previdenza, ha poi spiegato la “riduzione di equilibrio” applicata tra vecchi e nuovi iscritti:

“«Per cercare di contenere la differenza di trattamento tra vecchi iscritti, che hanno buona parte dell’assegno calcolato con il sistema di calcolo retributivo, e i nuovi iscritti – spiega il presidente della Cassa Paolo Saltarelli – abbiamo previsto un meccanismo per cui all’atto della pensione questa viene calcolata e poi viene fatto un calcolo virtuale applicando solo il sistema contributivo. Il 25% della differenza tra pensione reale e pensione contributiva viene trattenuto dalla cassa; questa cifra però non può essere superiore al 20% della parte di pensione calcolata con metodo retributivo».”.