Rai: “Conti in rosso per 180mln di euro, tagli al personale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2014 10:04 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2014 10:04
Rai: "Conti in rosso per 180mln di euro, tagli al personale"

Rai: “Conti in rosso per 180mln di euro, tagli al personale”

ROMA – “I conti sono in rosso, dobbiamo fare tagli al personale“. La Rai in una lettera al ministero dell’Economia annuncia per il 2014 nuove perdite, di circa 30 milioni di euro, che portano i conti ad un rosso da 180 milioni di euro. Al ministro Pier Carlo Padoan la Rai annuncia anche la possibilità di tagliare un centinaio di posti di lavoro, per far fronte alla crisi.

Aldo Fontanarosa e Massimo Minella su Repubblica scrivono che il conto potrebbe raggiungere i 200 milioni di euro:

“I primi 150 le verranno tolti dal Documento di economia e finanza (il Def), all’articolo 21, come prelievo straordinario. Ma altri 50 milioni cadranno per effetto dell’articolo 20 del Def stesso, che riduce del 2,5% i costi operativi di tutte le società pubbliche (misura che attenta alle «riserve patrimoniali» della Rai). Viale Mazzini avverte, ancora, che l’evasione del canone sta rialzando la testa, quest’anno. E la beffa dei “portoghesi” si aggiunge al danno di dicembre quando il governo Letta negò l’aumento tradizionale dell’imposta tv”.

E così la tv di Stato abbassa il bilancio per il 2014 con perdite per circa 30 milioni di euro, che sommate a quelle già registrate portano ad un rosso da 180 milioni di euro:

“Livello che eroderebbe i quasi due terzi del capitale sociale (pari a 290 milioni). Per questo diventa urgente sia il «taglio strutturale» in quattro aree (fiction, cinema, tecnologia e personale, appunto) sia la vendita di una quota di RaiWay (la società dei ripetitori). Ora, Viale Mazzini considera questa cessione parziale di RaiWay una «privatizzazione» che investe un asset di «utilità pubblica». Dunque chiede all’Economia gli adempimenti previsti dai decreti del ’94 e del ’95, poi convertiti in legge”.

Il clima in Rai è teso e non bastano le rassicurazioni del dg Luigi Gubitosi che le sedi regionali rimarranno aperte, anche se il governo aveva chiesto il contrario causando il malcontento nel piccolo ufficio della Valle D’Aosta:

“Il direttore generale Gubitosi invita a tenere i nervi saldi, nega che chiuderà sedi regionali (come il governo lo incoraggia a fare), mentre il senatore Margiotta (Pd) sollecita il Parlamento a varare una norma-scudo a protezione degli uffici periferici della Rai (Val d’Aosta inclusa)”.