Rc Auto, le assicurazioni: “Potremmo abbassare le tariffe”

Pubblicato il 3 Luglio 2012 10:59 | Ultimo aggiornamento: 3 Luglio 2012 11:26
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Foto Lapresse

ROMA – Le assicurazioni potrebbero abbassare le tariffe dell’Rc Auto: in questo modo le compagnie sperano di reagire al calo delle immatricolazioni. Il presidente dell’Ania, Aldo Minucci, ha detto che le compagnie assicurative, in questo periodo che è ”il più critico dal dopoguerra”, sono ”pronte a ridurre i prezzi della rc auto, nell’ambito di un’azione congiunta, di ‘sistema’, che aggredisca alla radice quelle componenti strutturali che mantengono elevato il costo dei sinistri”.

Oltre all’impegno sul fronte delle tariffe rc auto, Minucci ha detto che le aziende sono pronte a reinvestire una parte dei ricavi in opere utili alla collettività: ”Destinare una parte degli investimenti al rafforzamento delle infrastrutture del Paese, in una cornice normativa che offra piena tutela al risparmio degli assicurati e alla stabilità delle imprese”.

Meno assicurazioni

C’è da sottolineare però che le assicurazioni hanno ricavato di meno nell’ultimo anno: la raccolta premi del settore assicurativo nel 2011 (al lordo delle cessioni e retrocessioni) è diminuita dell’11,9%, mentre nel 2010 era aumentata dell’8,4%.

Ramo vita giù, ramo danni su

Il calo, sottolinea l’Ania, è concentrato nei rami vita, i cui premi sono diminuiti del 18%, come risultato della riduzione del reddito disponibile delle famiglie e dell’aumento dei tassi di interesse sui titoli di Stato.

I premi del ramo danni sono aumentati del 2,5% (+2,4% nel 2010). In particolare, spiega l’Ania, i premi complessivi sono stati nel 2011 pari a 113,470 miliardi. Cioè, 37,7 miliardi sono stati raccolti nel ramo danni e 75,7 miliardi nel ramo vita. Nel 2011, si legge ancora nel Rapporto presentato in occasione dell’assemblea dell’associazione, il risultato d’esercizio delle imprese di assicurazione italiane e’ stato negativo per oltre 3,7 miliardi, con un roe complessivo del settore negativo e pari a -7,2% (-1,4% nel 2010).

Dopo essere stato negativo nel 2010, il risultato tecnico del settore danni torna a essere lievemente positivo (0,1 miliardi); il settore vita registra invece un risultato tecnico fortemente negativo (-3,4 miliardi), peggiore di quello registrato nel 2008, quando il settore assicurativo risentiva degli effetti della crisi finanziaria manifestatasi negli ultimi mesi di quell’anno a seguito del dissesto di Lehman Brothers. Quanto al margine di solvibilita’, a fine 2011 era pari a 45 miliardi, in diminuzione del 3% rispetto all’anno precedente, ”ma comunque pari a 2 volte il minimo richiesto ai sensi di legge (22,1 miliardi)”.

Il rapporto offre poi una previsione per il 2012, evidenziando che ”come conseguenza delle prospettive negative previste per l’economia italiana nell’anno in corso, sia in termini di crescita del prodotto interno lordo sia per l’incertezza dei mercati finanziari, generata dai timori sul debito sovrano dell’area dell’euro, si stima che, nel 2012, la raccolta premi complessiva risultera’ (per il secondo anno consecutivo) in contrazione”. Come nel 2011, il calo sara’ concentrato nel settore vita che si era fortemente accresciuto nel biennio 2009-2010: la raccolta premi totale (danni e vita) del lavoro diretto italiano potrebbe attestarsi nel 2012 a 106,6 miliardi di euro (-3,3% rispetto al 2011). L’incidenza di tali premi sul Pil scenderebbe quindi al 6,74% dal 6,98% del 2011.

Raccolta premi Rc Auto

Continua a crescere la raccolta premi rc auto. Nel 2011, secondo quanto riferisce l’Ania, l’ammontare complessivo dei premi e’ stato pari a 17,8 miliardi, in aumento del 5,2% sul 2010. Il premio medio (vale a dire il prezzo) nel 2011 e’ aumentato del 5,8%, mantenendo quindi il trend dell’anno precedente (+4,7%), e a maggio 2012 del 4,6%. L’Ania aggiunge che tra il 2005 e il 2009 la contrazione del premio medio e’ stata dell’11,8% e quindi ”il prezzo medio della copertura rimane nel 2011 analogo a quello del 2006”.

Assicurazioni e previdenza

Minucci ha detto che ”solo il 18% dei lavoratori con meno di 35 anni e’ iscritto a una forma pensionistica complementare” ed ”e’ in crescita il numero di coloro che sospendono il pagamento dei contributi”. A pesare, spiega Minucci, sono vari fattori: dalla mancata consapevolezza dei propri bisogni previdenziali alla scarsa fiducia, fino alle insufficienti disponibilita’ economiche. Per favorire la diffusione della previdenza complementare, allora, l’Ania propone varie misure, tra cui quella di ”prevedere la deducibilita’ del versamento dei genitori o dei nonni a favore dei figli o dei nipoti”.