Rcs: accordo con le banche raggiunto, 575 milioni di credito “spalmato”

Pubblicato il 14 Aprile 2013 9:01 | Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2013 9:02

Rcs: accordo con le banche raggiunto, 575 milioni di credito "spalmato"MILANO – Rcs ha raggiunto l’accordo con le banche creditrici per la rinegoziazione del debito in scadenza a fine anno siglando un finanziamento per 575 milioni di euro, spalmato su tre linee di credito, con Mediobanca, Unicredit, Intesa, Bnl, Ubi e Bpm. Con l’importante traguardo raggiunto, la società si avvia così a riunire a Milano il consiglio di amministrazione che dovrà chiudere quindi i lavori sul piano di rilancio e il previsto aumento di capitale da 400 milioni, approvando il bilancio 2012.

Secondo quanto anticipato dal gruppo del Corriere, le trattative riguardavano una linea di credito con scadenza a tre anni, da rimborsare utilizzando parte dei proventi da cessioni, una linea di credito con scadenza finale a cinque anni e un periodo di preammortamento di tre anni e, infine, una linea di credito cosiddetta “revolving” a cinque anni. Sulla trattativa, dopo la prima importante svolta al vertice tra soci e banche venerdì 5 aprile, la situazione si è definitivamente sbloccata questo mercoledì, quando anche Unicredit ha accettato di sedersi al tavolo della trattativa su tutte e tre le linee e non solo su quella a breve.

Dopo le adesioni da otto soci sui dodici del patto, pronti a farsi carico almeno del 44% dell’aumento di capitale, mancano all’appello il primo azionista Giuseppe Rotelli (16,5%) e Diego Della Valle (8,7%). Entrambi avrebbero scelto di non rispondere all’invito del presidente della società, Angelo Provasoli, di dare un’indicazione sull’adesione o meno all’operazione. L’imprenditore della Tod’s in particolare potrebbe non partecipare all’aumento. Si tratterà poi di vedere però se i termini dell’emissione non riapriranno comunque i giochi.

Raggiunto l’accordo sul debito dovrebbero essere andati a posto anche i tasselli sul paracadute che si aprirà dalle banche per quella parte di aumento di capitale che non dovesse venir sottoscritta dai soci o dal mercato. Gli istituti sarebbero pronti a sostenere fino a metà dell’importo – stando alle attese degli ultimi giorni – con un intervento atteso pro quota rispetto alle singole esposizioni, con Unicredit intenzionata a chiamarsi fuori e Intesa che a quel punto sarebbe chiamata a uno sforzo maggiore. Stanno procedendo poi anche nel weekend le trattative tra il comitato di redazione del Corriere della Sera e i rappresentanti aziendali sulla piattaforma presentata dai giornalisti come controproposta ai 110 esuberi previsti dall’azienda.