Economia

Rcs, Della Valle e il cda contro Elkann e Jovane. Carlo Pesenti si dimette

Rcs, Della Valle e il cda contro Elkann e Jovane. Carlo Pesenti si dimette

John Elkann (Foto Lapresse)

MILANO – Rcs, è scontro aperto tra la dirigenza dell’amministratore delegato Pietro Scott Jovane, difeso dalla Fiat di John Elkann, e il Consiglio di amministrazione, in particolare il terzo azionista del gruppo che edita il Corriere della Sera, Diego Della Valle. Venerdì 14 febbraio Carlo Pesenti si è dimesso dal Cda. Pochi giorni prima Della Valle aveva chiesto di avviare l’azione di responsabilità contro Jovane.

A muovere sia Della Valle sia Pesenti sarebbe un’insofferenza verso la conduzione di Jovane, giudicata troppo attenta agli interessi di Fiat, maggiore azionista di Rcs. E, secondo quanto scrive il Fatto Quotidiano, l’opposizione alla supremazia della Fiat riguarda anche Mediobanca. 

In particolare, scrive Laura Galvagni sul Sole 24 Ore, Pesenti si sarebbe dimesso perché in quanto unico consigliere anche azionista del gruppo, ha ritenuto non ci fossero più le condizioni adatte per proseguire nel mandato. Il motivo? Secondo Galvagni perché Pesenti avrebbe rilevato da diverso tempo che alcune scelte industriali strategicamente importanti per il gruppo erano state assunte al di fuori degli organi appositi, come il cda. Pesanti l’aveva fatto notare, ma inutilmente. 

A questo si è aggiunta la polemica tra John Elkann e Diego Della Valle: la Fiat difende ad oltranza Jovane, Della Valle ne contesta le mosse. E lo scontro è sfociato nei giorni scorsi in attacchi personali, culminati con “l’imbecille” detto dal patron di Tod’s al rampollo Agnelli. 

A questo punto Pesenti ha deciso di mandare un messaggio forte, consegnando nelle mani del presidente Angelo Provasoli le proprie dimissioni irrevocabili.

Il Fatto Quotidiano ricorda che la situazione di Rcs ha iniziato a diventare “esplosiva” un anno fa. Indebitata per un miliardo con le banche dopo aver acquistato la casa editrice spagnola Recoletos, Rcs ha dovuto chiedere un aumento di capitale da 400 milioni. A quel punto Elkann ha rilevato le quote di Giuseppe Rotelli e ha fatto balzare Fiat al primo posto tra gli azionisti, con il 20,55% del capitale.

Oltre alla capitalizzazione, a danneggiare e infastidire gli altri azionisti sarebbero state anche la vendita dell’edificio di via Solferino al fondo Blackstone a condizioni non vantaggiose e l’incorporazione in Rcs della raccolta pubblicitaria della Publikompass, che fa capo a La Stampa, e quindi alla Fiat. 

 

 

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