I soci Rcs stoppano Della Valle, ma il mercato scommette sull’affondo a Geronzi: titoli in rialzo

Pubblicato il 17 Febbraio 2011 13:27 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2011 13:53

ROMA – Sono tre settimane che Diego Della Valle “stuzzica” Cesare Geronzi, accusato, come scrive Vittorio Malagutti sul Fatto Quotidiano, di “comandare con i soldi degli altri”. Eppure, stando a quanto riportano Il Fatto Quotidiano e Il Sole 24 Ore, l’attacco dell’imprenditore della Tod’s al presidente di Generali, non ha avuto ripercussioni sul titolo in Borsa del gruppo Rcs (del quale Della Valle è azionista), anzi il titolo Rcs ha subito un rialzo.

Come ha scritto Vittorio Malagutti sul Fatto, “sembra rinviata a data da destinarsi la resa dei conti tra l’imprenditore delle Tod’s e il presidente di Generali, Cesare Geronzi. Sarebbe lui, secondo Della Valle, “l’arzillo vecchietto” che comanda con i soldi degli altri. È lui, ancora, che esercita il suo potere tramando nell’ombra fuori dagli organi collegiali dove si dovrebbero prendere le decisioni”. Della Valle aveva chiesto a Geronzi di vendere la partecipazione in Rcs controllata dal gruppo assicurativo.

Ma la riunione sul patto sindacale di Rcs ha visto un Della Valle tranquillo. Ma, sottolinea Malagutti, “la tregua siglata alla riunione dei soci di mercoledì 16 non ha impedito che le azioni  Rcs schizzassero in alto di un buon 3%. Il segnale che il mercato crede a un ricambio al vertice scommettendo sull’affondo di Della Valle quale  rimescolatore degli equilibri del patto di sindacato”.

E proprio in questa sede i soci Rcs hanno deciso di mandare un segnale di unità per “calmare le acque” e spegnere sul nascere i fuochi delle contrapposizioni interne, come spiega Antonella Olivieri sul Sole 24 Ore: “politica è stata infatti la risposta del patto che, sulla sintesi proposta dal presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa-Sanpaolo Giovanni Bazoli, ha ritrovato l’unità nel messaggio trasmesso all’esterno. I partecipanti al patto presieduto da Giampiero Pesenti «si sono impegnati, all’unanimità, per la durata residua dell’accordo: a concentrare esclusivamente negli organi sociali ed occorrendo, per quanto di competenza, nella direzione del patto tutte le decisioni, valutazioni, discussioni attorno a Rcs; a sostenere, con la piena fiducia più volte ribadita, l’attuale direttore del Corriere e la sua indipendenza, anche attraverso la figura di garanzia del presidente della società, tramite istituzionale dei rapporti con la direzione»”.