Recovery Fund Italia: 209 mld (anticipo 10% subito) tra prestiti e fondo perduto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Luglio 2020 11:00 | Ultimo aggiornamento: 22 Luglio 2020 11:33
Recovery Fund, all'Italia 209 mld

Recovery Fund, all’Italia 209 mld, 10% anticipo subito (Ansa)

L’intesa europea sui fondi da destinare alla ripresa porta al’Italia una dote di 209 miliardi di euro, il 28% del totale (750 miliardi).

I soldi saranno distribuiti ai vari Paesi tra il 2021 e il 2023: il capitolo più importante e corposo del Recovery Fund (si chiama Fondo per la ripresa e la resilienza) vale da solo 672,5 miliardi. 

Il 70% dei soldi va impegnato dall’Europa nel biennio 2021-2022, il restante 30% entro la fine del 2023.

Una dotazione impressionante, un bazooka come viene chiamato, ma limitata nel tempo, come limitata nel tempo deve essere la strategia di contrasto all’emergenza coronavirus.

In pratica, all’Italia andranno 146 miliardi nei prossimi due anni, i restanti 63 miliardi nel 2023.

Recovery Fund, 20,9 mld subito. Senza controlli

Tuttavia, novità importante, il 10% (20,9 miliardi di euro) arriveranno subito, cioè nel 2021: un anticipo che coprirà le spese per l’emergenza coronavirus (economica e sanitaria) sostenute dall’Italia a partire da febbraio di quest’anno. 

Un anticipo che arriverà in deroga al meccanismo di controlli per l’ottenimento delle risorse.

127,4 mld in prestiti: rimborso graduale (2058)

La parte di soldi che l’Italia otterrà in prestito (127,4 miliardi) inizieremo a rimborsarla a cominciare dal 2027. 

Un rimorso graduale con orizzonte lungo, trentennale (fine prestito nel 2058) e con i meccanismi di condivisione del debito sotto le insegne europee che ne garantisce la solvibilità a tassi convenienti.

Fondo perduto? Prendiamo 80, restituiamo 40

L’altra parte, quella cosiddetta a fondo perduto, diciamo un’ottantina di miliardi, non è che che ci viene regalata. 

Sono pur sempre una quota dei soldi che l’Europa prende in prestito sui mercati finanziari. La restituzione in capo a ciascun Paese membro avverrà tramite le tasse (per esempio quella sulla plastica) e attraverso la contribuzione al bilancio comune.

Tradotto in cifre, un trade off, cioè un rapporto costi-benefici, comunque largamente attivo: prendiamo 80, restituiremo 40. (fonte Huffington Post)