Reddito di cittadinanza per 254.146 famiglie con invalidi

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 gennaio 2019 18:58 | Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2019 18:58
Reddito di cittadinanza per 254.146 famiglie con invalidi

Reddito di cittadinanza per 254.146 famiglie con invalidi

ROMA – Reddito di cittadinanza per 254.246 famiglie con invalidi civili, con invalidità superiore al 67%. Tanti sono i nuclei che ne beneficeranno secondo l’ultima bozza del decretone che insieme a quota 100 dovrebbe finire sul tavolo del Consiglio dei ministri di giovedì.

Come anticipato dall’agenzia Ansa, nella bozza è previsto che la prima offerta di lavoro, nel primo anno di reddito di cittadinanza, è prevista entro i 100 km dalla località di residenza del beneficiario. Dal dodicesimo mese in poi, la prima offerta di lavoro ha un confine geografico di 250 km, mentre, dal diciottesimo mese il beneficiario può essere dirottato in tutta Italia.

Per il leader della Uil Carmelo Barbagallo, si palesa però un rischio di discriminazione nei confronti di chi lavora. Il reddito di cittadinanza, spiega il sindacalista, “in determinati contesti e particolari situazioni può rappresentare un’apprezzabile opportunità per tutti coloro che non hanno alcuna forma di sostentamento”. C’è però “una questione fiscale che ci preoccupa molto e su cui occorrerebbe intervenire”.

Barbagallo sottolinea che “per chi ha reddito familiare zero, può arrivare a 9.360 euro l’anno, che diventano 15.960 euro per una famiglia numerosa. Questo reddito è fiscalmente esente. Un lavoratore dipendente che percepisca gli stessi redditi, invece, dovrà pagare sia l’Irpef che le relative addizionali regionali e locali. A conti fatti un lavoratore dipendente che percepisce un salario pari a 9.360 euro annui pagherà 529 euro tra Irpef nazionale (334 euro) e addizionali regionali e comunali (195 euro). E nella fascia di coloro che guadagnano tra 8.174 euro (soglia della no tax area) e 9.360 euro si collocano 1.290.000 lavoratrici e lavoratori”. Barbagallo chiede quindi di riflettere su “un’equa ed economicamente efficiente riforma fiscale”.

Intanto slitta l’esame del decreto legge sulle semplificazioni, all’esame delle commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato. Le votazioni potrebbero iniziare fra giovedì e venerdì mentre il vaglio delle ammissibilità è previsto per domani alle 15. Possibile ma non ancora certo che i lavori parlamentari proseguano nel weekend e che sul decreto, una volta approdato in Aula a Palazzo Madama martedì 22 come stabilito oggi dalla conferenza dei capigruppo, il governo decida di porre la questione di fiducia.