Reddito di cittadinanza, esclusi i giovani che vivono con i genitori?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 ottobre 2018 9:21 | Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2018 9:22
Reddito di cittadinanza, escluso per i giovani che vivono con i genitori?

Reddito di cittadinanza, escluso per i giovani che vivono con i genitori?

ROMA – Insieme al reperimento delle risorse, è la definizione della platea dei beneficiari il passaggio più delicato per il varo del reddito di cittadinanza. Al momento, nelle linee guida che stabiliranno chi potrà accedere al sussidio e chi no, non ci sarebbero i giovani che non lavorano né studiano né sono iscritti ai centri di impiego che vivono con i genitori. 

I cosiddetti “neet”, o anche “gli scoraggiati” segnalati dai sociologi, i “bamboccioni” secondo la definizione dell’ex ministro Padoa Schioppa, con le regole attuali sono fuori del perimetro dei potenziali percettori di reddito di cittadinanza. Specie se la famiglia ha un reddito Isee superiore ai 9.360 euro. La legge prevede infatti che questi giovani che convivono con uno o entrambi i genitori fanno parte del nucleo familiare del genitore con il quale convivono.

E fanno parte del nucleo familiare anche se non convivono ma sono a carico dei genitori ai fini Irpef, non sono sposati e non hanno figli. Insomma se la famiglia di origine dispone dei mezzi economici per mantenerli. La questione, segnala Il Messaggero, è importante anche da un punto di vista dei conti pubblici e delle aspettative sulla crescita: riportare infatti i “neet” ad iscriversi ai centri di impiego significherebbe ridurre significativamente questa voce a vantaggio dei disoccupati in cerca di occupazione. 

Il dato farebbe aumentare il potenziale della crescita del Pil: “Il Pil potenziale, poi, a sua volta, incide su una misura cara all’Europa, il cosiddetto «output gap», che serve a determinare l’unico indicatore che Bruxelles guarda: il deficit strutturale”. Quindi vincoli meno stretti e più risorse disponibili.