Reddito di cittadinanza: come consultare il sito online, tutto quello che devi sapere

di Warsamè Dini Casali
Pubblicato il 5 febbraio 2019 11:45 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2019 16:15
Reddito di cittadinanza: come consultare il sito online, tutto quello che devi sapere

Reddito di cittadinanza: come consultare il sito online, tutto quello che devi sapere

ROMA – E’ finalmente online, bello e funzionante, il portale informativo per l’ottenimento del reddito di cittadinanza. E’ il primo strumento fornito dal Governo per orientarsi tra criteri e requisiti, pratiche burocratiche e richieste formali: prima mossa utile è digitare l’indirizzo redditodicittadinanza.gov.it.

Una volta entrati – il giovane disoccupato, l’operaio che ha perso il lavoro, la casalinga senza reddito (un quarto della platea) ma anche i 120mila laureati che non riescono a farsi intercettare dalle imprese – si può accedere a tutte le informazioni dettagliate su cos’è il beneficio, i requisiti necessari per richiederlo e cosa bisogna fare per ottenerlo.

Fino al 6 marzo il sito ha solo valore informativo, un modo per familiarizzare con lo strumento: dal 6 marzo in poi funzionerà invece come uno sportello virtuale dove sarà possibile richiedere telematicamente il reddito di cittadinanza, sportello che si affiancherà a quelli dei Caf e delle Poste. Se lo richiedi entro marzo lo riceverai ad aprile.

Sono tre le sezioni importanti: la prima spiega come presentare la domanda e quali carte ritirare, la seconda illustra senso e condizioni della sottoscrizione dei patti per il lavoro e per l’inclusione sociale, la terza è dedicata alle imprese e a come accedere agli incentivi legati all’assunzione dei beneficiari.

Cos’è il reddito di cittadinanza. La prima sezione si apre con l’invito ad aggiornare o a richiedere, se ne si è privi, dell’Isee, l’indicatore di situazione economica equivalente, in pratica qual è il proprio reddito attuale: è importante perché se è superiore a 9360 euro annui ci esclude automaticamente dalla platea dei beneficiari. 

Gli altri requisiti patrimoniali indicati nella sezione riguardano quello immobiliare (un immobile diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro), quello finanziario (non superiore a 6.000 euro, di più se ci sono disabili da accudire in famiglia), quello familiare ( inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto).

Patto per il lavoro e Patto per l’inclusione sociale. La seconda sezione illustra cosa dovrà fare il titolare del sussidio una volta esaudita la sua richiesta. Si spiegano cioè le modalità e soprattutto le “condizionalità” (il burocratese non si accontenta di “condizioni”) che subordinano il reddito al patto cui ci si impegna per fornire immediata disponibilità lavorativa e adesione a un percorso formativo mirato.

Entro 30 giorni dal riconoscimento del reddito si viene convocati dai Centri per l’Impiego. Oppure dai servizi dei Comuni competenti per il contrasto alla povertà, per stipulare il Patto per l’inclusione sociale. Il sito spiega in dettaglio la congruità dell’offerta di lavoro: per esempio alla prima offerta si può dire di no a un impiego a più di 100 km di distanza da dove si risiede, alla terza di dovrà accettare, pena la perdita del sussidio, qualsiasi impiego nel territorio italiano.

Vantaggi per chi assume. E’ la sezione dedicata alle imprese e ai datori di lavoro che assumano i beneficiari del sussidio. “Sono previste diverse tipologie – segnala il sito – di incentivi per le imprese che assumono i beneficiari del Reddito di cittadinanza a tempo pieno e indeterminato e per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza che avviano attività imprenditoriali”.