Reddito di cittadinanza, i conti non tornano. Servono più soldi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 novembre 2018 14:09 | Ultimo aggiornamento: 10 novembre 2018 14:09
Reddito di cittadinanza, i conti del governo non tornano. Servono più soldi

Reddito di cittadinanza, i conti non tornano. Servono più soldi

ROMA – Il reddito di cittadinanza, la misura bandiera del Movimento 5Stelle, fa ancora discutere, soprattutto perché, dopo il rapporto Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno, i conti non tornano.
Servono infatti 15 miliardi per assicurare il reddito di cittadinanza a chi ne ha bisogno, molto più denaro di quanto pronosticato dal governo giallo-verde.

Che questa cifra si sarebbe rivelata insufficiente lo aveva previsto da tempo il senatore Maurizio Gasparri che già in passato lo aveva ripetuto più volte e ora lo ricorda con un video dalla sua pagina Facebook (video che potete vedere in fondo all’articolo).

Così infatti si legge nel rapporto Svimez 2018, al capitolo ” L’impatto del Reddito di Cittadinanza, effetti positivi e negativi.

In attesa dei dettagli della misura, la SVIMEZ ha effettuato una stima sull’impatto del Reddito di Cittadinanza, considerando una spesa pari a 8 miliardi, al netto di 1 miliardo destinato alla riqualificazione dei centri per l’impiego.

La misura consentirebbe di ampliare significativamente la platea dei destinatari rispetto all’attuale Reddito di Inclusione ma non di assicurare il raggiungimento della soglia dei 780 euro indicata dal Governo, in quanto, secondo i calcoli della SVIMEZ, il raggiungimento di tale soglia richiederebbe uno stanziamento di circa 15 miliardi. Con le risorse attuali, prendendo a riferimento le famiglie con ISEE inferiore a 6000 euro e pur tenendo conto che circa il 50% potrebbe avere una casa di proprietà, è possibile erogare un sussidio compreso tra i 255 euro per una famiglia monocomponente e i 712 per una con 5 o più componenti, a circa 1,8 milioni di famiglie. Ciò avvantaggerà il Mezzogiorno che assorbirà circa il 63% del Reddito di Cittadinanza.

Considerando che i beneficiari del Reddito di cittadinanza si concentreranno, prevalentemente ma non esclusivamente, al Sud, un primo limite è dato dal fatto che si tratta di una misura esclusivamente monetaria, neanche mitigata da meccanismi di premialità a chi integra il sussidio con redditi di lavoro, come avviene in altri Paesi. Inoltre, l’efficacia di un sussidio monetario in zone, quali le periferie urbane, le aree interne del Sud come del Nord in cui sono estremamente deboli le strutture pubbliche che offrono servizi al cittadino, dipenderà dal collegamento tra il beneficio economico e la partecipazione a programmi di attivazione e di accettazione di offerte di lavoro.

E ciò, nel Mezzogiorno soprattutto, rischia di non potersi realizzare per le attuali, scarse potenzialità dei Centri per l’impiego. Infine, solo la effettiva disponibilità di posti di lavoro nelle aree meridionali può consentire di non trasformare questa misura in assistenziale. Secondo la SVIMEZ, a partire dalle risorse del Reddito di cittadinanza, è prioritariamente necessario creare un sistema integrato di servizi per le fasce più deboli della popolazione, attraverso interventi mirati volti a contrastare l’abbandono scolastico, a integrare i servizi socio-sanitari (asili nido, strutture socio assistenziali per anziani) oggi carenti, a rafforzare le politiche attive del lavoro migliorando così la qualità della vita, per fare in modo che sussidi economici temporanei possano diventare parte di un progetto di inclusione più ampio.