Reddito inclusione: 485 al mese a mezzo milione di famiglie povere. Costo 2 miliardi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 novembre 2017 9:06 | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2017 9:22
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Reddito di inclusione: fai la domanda al Comune, dal 1° dicembre via alle richieste

ROMA – Reddito inclusione: 485 al mese a mezzo milione di famiglie povere, costo 2 miliardi. Il sostegno alle famiglie povere che parte dal 1° dicembre prossimo si chiama REI, Reddito di inclusione: si tratta di un contributo che può arrivare fino a 485 euro al mese, è destinato a mezzo milione di famiglie.

Il Rei oggi costa allo Stato 1,7 miliardi di euro, che cresceranno fino due miliardi negli anni a venire. Dal primo dicembre sarà possibile presentare al Comune le domande per il Reddito di inclusione, il primo strumento permanente messo in campo nel nostro Paese per contrastare la povertà. Le risorse aggiuntive nella legge di bilancio consentiranno di aumentare del 50% le famiglie beneficiarie già nel 2018. Inizialmente il REI potrà coprire 500.000 famiglie, 420.000 dei quali con figli minori, per un totale di quasi 1,8 milioni di persone.

Il REI, che potrà essere richiesto a partire dal 1° dicembre rivolgendosi al proprio Comune, si rivolge, nella fase iniziale, alle famiglie con particolari condizioni di fragilità, ad esempio con figli minori o disabili, o con donne in stato di gravidanza. Non si tratta di un intervento assistenzialistico, bensì fondato sul principio dell’inclusione attiva: affianca cioè al sostegno economico misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi.

Il REI si compone di un beneficio economico (da circa 190 euro mensili per una persona sola, fino a quasi 490 euro per un nucleo con 5 o più componenti) per 12 mesi e di un “progetto personalizzato” volto al superamento della condizione di povertà. Il sostegno sarà concesso per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo richiedere di nuovo. Il nucleo familiare del richiedente dovrà avere un valore dell’Isee, in corso di validità, non superiore a 6.000 euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro.

“Ai nuclei familiari che ne beneficeranno viene richiesto un impegno ad attivarsi, ad impegnarsi in un progetto personalizzato condiviso con i servizi territoriali, che li aiuti ad uscire dalla loro condizione di difficoltà, che li accompagni verso l’autonomia”, spiega il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. All’inizio saranno coinvolti nel complesso 1,8 milioni di persone.

“Numeri destinati ad aumentare rapidamente – precisa – perché la legge di bilancio prevede un incremento del Fondo nazionale per la lotta contro la povertà di 300 milioni per il 2018, 700 per il 2019 e 900 per il 2020. Comprendendo anche le risorse del PON inclusione, si passerà così dai 2 miliardi attuali ai 3 miliardi alla fine del triennio”. Grazie a queste risorse aggiuntive, già dal 1° luglio 2018 – prosegue – “si potranno coprire tutti i nuclei familiari che presentano i requisiti economici individuati dalla legge, indipendentemente da altre condizioni particolari. In questo modo, nel 2018 il numero dei nuclei familiari beneficiari del REI salirà di oltre il 50%, per un totale di 780mila”.

Ma oltre all’impegno finanziario, perché il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale si traduca in realtà e sia davvero efficace – conclude – “è necessario poter disporre di una rete di accoglienza che sappia instaurare un rapporto con le persone in stato di bisogno e prenderle in carico. Per questo abbiamo deciso di destinare una parte delle risorse al rafforzamento dei servizi territoriali, con l’obiettivo di costruire una rete nazionale per l’inclusione e la protezione sociale: una infrastruttura stabile per la collaborazione tra le istituzioni e le organizzazioni sociali, che favorisca una collaborazione permanente tra questi soggetti, indispensabile per costruire una risposta condivisa ed efficace ai bisogni delle persone in difficoltà”.

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