Reddito medio 2016: 31.469 (lordi). Come eravamo: 36.142 euro nel 2006

di Riccardo Galli
Pubblicato il 26 marzo 2018 10:30 | Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2018 10:31
Reddito medio degli italiani nel 2016: 31.469 (lordi). Come eravamo: 36.142 euro nel 2006

Reddito medio 2016: 31.469 (lordi). Come eravamo: 36.142 euro nel 2006 (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Reddito medio degli italiani nel 2016: 31.469 euro lordi. Lo ha calcolato una ricerca guidata da Intesa San Paolo e pubblicata su La Stampa. Per quanto accurata sia la ricerca, la definizione del reddito medio degli italiani è sempre per approssimazione e per ipotesi.

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Manca o viene appunto ipotizzata la imponente componente dell’economia cosiddetta nera (si stima tra il 10 e il 20 per cento del Pil per così dire bianco). Inoltre uno degli strumenti cui obbligatoriamente riferirsi è la mappa dei redditi dichiarati al fisco, una mappa notoriamente e clamorosamente inaffidabile e bugiarda rispetto alla  reale geografia dei redditi.

Pur con tutti questi limiti la ricerca è appunto accurata e quindi va presa come un dato oggettivo…relativamente oggettivo. Che siano pochi o tanti 31.469 euro lordi con cui campare, oltre che un fatto economico e numerico è anche una percezione, un sentire sociale e politico. E da questo punto di vista i 31.469 (lordi) del 2016 sono vissuti dagli italiani come decisamente pochi. Anche se gli euro del reddito medio sono di più di quelli del 2014 o del 2013, l’opinione pubblica li vive come un meno.

Perché meno sono di quel che erano nel 2006, prima della crisi. Nel 2006 il reddito medio era di 36.142 euro. Circa cinquemila euro in più, tra il 15 e il 20 per cento in più.

Questa oggettiva diminuzione oscura la oggettiva risalita del reddito reale dal 2014 in poi. E oscura la percezione pubblica della ripresa dell’economia. Permane invece un senso comune e diffuso di un come eravamo migliore, perduto, sottratto (non certo estraneo ai risultati delle elezioni di due settimane fa).

Un come eravamo che non schioda e anzi inchioda il comune sentire a diffidenza sul futuro economico e finanziario. Il 56,6 per cento degli intervistati dalla ricerca dice infatti che la sua situazione socio-economica rispetto al 2014 è rimasta sostanzialmente invariata due anni dopo. Il 19, 1 per cento registra e segnala un miglioramento. Il 24,3 per cento dice che gli è andata peggio. Rispetto a precedenti sondaggi aumentano coloro che si sentono in pari o in vantaggio, diminuiscono coloro che si sentono sconfitti. Ma una metà abbondante degli interrogati non se la sente proprio di rispondere sì alla domanda se la crisi sia finita.

Se è finita, la crisi non è finita a casa mia: questa la sensazione più diffusa o almeno quella più vissuta. Condita con quel nostalgico, affranto, sconsolato e rancoroso…come eravamo. Quando di reddito c’erano cinquemila euro in più e per andare in pensione ci volevano almeno cinque anni di meno.

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