Cambia il redditometro: i beni saranno misurati in base alle caratteristiche

Pubblicato il 15 Marzo 2010 14:00 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2010 14:00

Entro breve tempo sarà modificato il “redditometro” che misura la ricchezza degli italiani. I parametri attuali, ritenuti obsoleti dagli esperti del settore, saranno sostituiti con nuovi paradigmi: i beni dei contribuenti saranno infatti analizzati nella loro specificità e non saranno più equiparati, come avviene oggi. Ad esempio negli studi odierni il possesso di un’auto assume sempre lo stesso valore, indipendentemente dalla marca e dal modello. Nel nuovo redditometro ci sarà invece una differenziazione basata appunto sul valore specifico dell’oggetto.

La sperimentazione del nuovo redditometro dovrebbe prendere il via subito dopo Pasqua: in quel periodo sarà avviato un tavolo tecnico tra agenzia delle entrate, associazioni di categoria e professionisti.

La novità maggiore sarà il passaggio dall’accertamento redditometrico (cioè quello attuale) all’accertamento cosiddetto “sintetico”. Il metodo attuale effettua il calcolo sui beni posseduti dal contribuente, i cosiddetti “beni indice”. Su questi beni vengono applicati coefficienti moltiplicatori che dovrebbero, teoricamente, identificare la capacità di mantenimento dei beni.

Invece l’accertamento sintetico prevede che la ricostruzione del reddito sia fatta attraverso fatti certi: solitamente si utilizzano le spese effettuate dal contribuente e che possono essere individuate con esattezza dall’amministrazione finanziaria. Dunque verranno considerate solo le spese effettivamente sostenute.

Inoltre, rispetto ad ora, sarà “contestualizzato” il valore di alcuni beni in possesso dei contribuenti: oltre all’esempio già citato delle auto, se ne può fare uno anche sulle case. Un’abitazione in una grande città non sarà più valutata, come avviene oggi, allo stesso modo di una ubicata in un piccolo centro, ma sarà proporzionata in base al suo valore immobiliare.

Le novità del redditometro sono state anticipate dal direttore Accertamento dell’Agenzia delle Entrate, Luigi Magistro. Magistro spiega che il nuovo redditometro sarà «più a misura di contribuente e porterà ad un rovesciamento di prospettiva nei rapporti con il fisco. Non misurerà solo il possesso di beni o investimenti, ma dovrà misurare la reale capacità di spesa. Punteremo alla spesa effettivamente sostenuta perché è quella ad essere sintomatica del reddito posseduto».