Redditometro: stop da Garante Privacy, fermate 35.000 lettere di Agenzia Entrate

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2013 15:32 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2013 15:34
Redditometro: stop da Garante Privacy, fermate 35.000 lettere di Agenzia Entrate

Redditometro: stop da Garante Privacy, fermate 35.000 lettere di Agenzia Entrate

ROMA – Stop al Redditometro dal Garante della Privacy: con che criteri sono state inviate le 35.000 lettere che l’Agenzia delle Entrate ha inviato ad altrettanti contribuenti?

Quello del Garante non è un “no” al Redditometro, ma un “altolà, favorisca i documenti”.

La macchina del Redditometro dovrebbe ripartire, anche se non prima della seconda metà di ottobre, una volta fatte le verifiche.

Nel mirino del Garante c’è l’Anagrafe tributaria, la banca dati dei contribuenti italiani che l’Agenzia delle Entrate usa per distinguere i cittadini che compiono spese “congrue” al loro reddito da quelli che hanno un tenore di vita “incongruo” con la loro dichiarazione dei redditi.

Scrive La Stampa:

“E’ stata avviata l’istruttoria per verificare le modalità con cui sono stati individuati i potenziali evasori e sono state calcolate le relative spese sostenute. Il Garante sta inoltre verificando se i dati presenti all’interno della banca dati dell’Anagrafe tributaria siano o meno congrui e dunque di qualità, non essendoci un metodo standard di raccolta e classificazione degli stessi. E’ stata la stessa Commissione Parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe a far emergere la questione.

Verrebbe quindi messa in discussione anche la Circolare dell’Agenzia dell’Entrate n. 24/2013 la quale afferma che i contribuenti sottoposti a verifica e contraddittorio sarebbero stati selezionati esclusivamente sulla base di “elementi certi” ovvero proprio quei dati scaturiti dalle dichiarazioni dei redditi e presenti all’Anagrafe. Il blocco del Garante, si ricorda, arriva dopo numerose sentenze delle Commissioni tributarie che avevano già dichiarato lo strumento di verifica illegittimo, non solo a causa della violazione della privacy del contribuente ma anche perché si basava anche su medie ISTAT che potevano non corrispondere alla realtà.

Bisognerà attendere almeno fino alla metà di ottobre per sapere se il Garante deciderà se dare o meno il via libera alle lettere di richiesta di contraddittorio, il collegio dell’Authority tuttavia ha già esaminato i primi risultati sulla base del dossier inviato prima della pausa estiva dall’Agenzia delle Entrate”.