Arriva il redditometro, sotto la lente del Fisco suv e viaggi di lusso

Pubblicato il 31 Maggio 2010 9:34 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2010 9:34

suvRedditi sotto la lente di ingrandimento, arriva il redditometro voluto dalla manovra finanziaria 2010. La misura anti-evasione inizierà i suoi controlli già dalle dichiarazioni dei redditi del 2009. Per i dettagli del sistema si dovrà aspettare il decreto attuativo ma già si sa come funzionerà. Il redditometro, in parole semplici, metterà a confronto il reddito dichiarato con lo stile di vita. E poi interverrà sulle situazioni poco chiare, ad esempio quelle di una famiglia che dichiara di guadagnare 20 mila euro annui e poi si compra macchine di lusso e fa viaggi esotici. Per la prima volta, il Fisco farà controlli non solo sui contribuenti risultati non congrui per due anni, ma anche lì dove la non congruità ci sarà anche solo nel singolo anno.

Uno strumento anti-evasione, quindi, che promette di essere molto più severo ed efficace di quelli messi in atto finora, tanto più che la distanza “tollerata” tra redditi dichiarati e presunti si assottiglia dal 25 al 20%. Insomma ci saranno meno margini per scampare ai controlli.

Il principio su cui si basa il redditometro è semplice: gli italiani vengono divisi in tipologie, vengono passati sotto la lente di ingrandimento i redditi dichiarati annualmente e poi le spese. Le spese che attireranno maggiormente l’interesse del Fisco saranno quelle non “indispensabili”, come macchine di lusso, cura del corpo, viaggi esotici. Prendiamo ad esempio una coppia che ha diversi abbonamenti a palestre di lusso e beauty center. Si presume che per ogni euro speso per la cura del corpo ce ne debbano essere quattro in entrata. Se così non è, il redditometro agisce con i controlli.

Lo stesso concetto, però, non interessa i beni “di base” come l’acquisto di casa o di un auto utilitaria. Spese che non impongono entrate molto più consistenti delle uscite, perché avere un tetto e potersi spostare sono bisogni indispensabili.

Ovviamente, una volta che scattano i controlli del Fisco, il contribuente potrà dimostrare come ha fatto a sostenere le spese e potrà portare, come prova, anche l’utilizzo di redditi conseguiti negli anni precedenti.