Referendum: col No spread schizza, Euro ai minimi. Nemmeno con Brexit…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 dicembre 2016 8:21 | Ultimo aggiornamento: 5 dicembre 2016 9:52
Referendum: col No spread schizza, Euro ai minimi. Nemmeno con Brexit...

Referendum: col No spread schizza, Euro ai minimi. Nemmeno con Brexit… (foto Ansa)

ROMA – La vittoria del No al Referendum agita i mercati: lo spread sale, il cambio dell’Euro sul Dollaro è ai minimi da un anno a questa parte. Nemmeno la Brexit aveva avuto simili risvolti sul piano economico. Tutto questo nonostante, come scrive Sara Benenwitz su Repubblica, le Borse si aspettassero ampiamente questo esito del voto. Lo spread però in poche ore è già calato di circa 10 punti (da 178 a 169).

Spread.

Lo spread tra Btp e Bund ha aperto con un balzo a 178 punti dai 162 di venerdì pomeriggio. Il rendimento del titolo decennale italiano torna al 2%. Poi però è tornato a 169 punti. Il rendimento del titolo decennale italiano è risceso all’1,99%.

Cambio Euro-Dollaro.

L’euro viaggia sui minimi da novembre 2015 dopo il voto referendario: la moneta unica passa di mano a 1,0565 sul dollaro. Durante la notte le quotazioni dell’euro erano scese fino a 1,0506 ai minimi da 20 mesi. Contro lo yen la moneta unica passa di mano a 119,71.

Borsa Milano.

La Borsa di Milano apre in calo. L’indice Ftse Mib reagisce alle dimissioni di Matteo Renzi con un ribasso dell’1,8% a 16.774 punti. Affondano le banche con Unicredit in ribasso del 7,3% e Bpm del 5,4% mentre Mps non fa prezzo.

Borse asiatiche.

Le borse asiatiche soffrono dopo il risultato del referendum costituzionale italiano. Le cinesi in particolare viaggiano in terreno negativo: l’indice Composite di Shanghai cede l’1,4%, mentre quello di Shenzhen perde l’0,88%. A Tokyo l’indice Nikkei si attesta a 0,82%. In Corea, l’indice Kospi è a -0,37%. In negativo viaggia anche Hong Kong, con l’Hang Seng a -0,72%, e Sidney ha chiuso -0,8%. Dopo l’annuncio delle dimissioni di Matteo Renzi l’euro scivola ai minimi degli ultimi 20 mesi, poco sopra quota 1,05 sul dollaro. Peggio di quanto accadde subito dopo lo shock della Brexit, sottolineano gli analisti.