Referendum in Grecia minaccia nuova crisi Eurozona

Pubblicato il 1 Novembre 2011 9:51 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2011 13:41

ROMA – L’annuncio shock del premier greco George Papandreou di indire un referendum sul salvataggio della Grecia rischia di aggravare la crisi dei debiti sovrani in Europa.

Si fa ancora più ripida la caduta dei listini europei per il timore di un default della Grecia e di un contagio all’Italia della crisi del debito sovrano. Francoforte cede il 5%, Parigi il 4% mentre Milano indossa, assieme ad Atene (-7,6%), la maglia nera in Europa (-5,4%).

Crollano le banche e le assicurazioni europee sotto la paura del referendum greco.  Mentre i listini europei affondano (Francoforte cede il 5,2%, Parigi il 4,3%, Londra il 3%) si registrano ribassi a due cifre per molti titoli finanziari, specialmente di Grecia, Francia e Italia: Dexia cede il 15,2%, Societe’ Generale il 14,3%, Intesa Sanpaolo il 12,3%, Alpha Bank il 12,5%, Bank of Ireland l’11,2%, Credit agricole l’11,35%, Banco Comercial Portuguese l’11,6%, Unicredit il 10,6%, National Bank of Greece il 10,5%, Bnp Paribas il 10,3%. Tra gli assicurativi crollano Ing Groeup (-11,6%), Axa (-11,3%) e Allianz (-8,7%).   I timori di una nuova recessione colpiscono anche le auto, unico settore che insieme a banche e assicurazioni cede, secondo gli indici Dj Stoxx, oltre il 6%. Renault perde il 7,8%, Fiat il 7,6%, Peugeot il 6,9%, Daimler il 6,9%, Porsche il 6,5%.

”Sembra una mossa per fare retromarcia sull’accordo raggiunto”, ha detto il capogruppo parlamentare dei Liberali democratici tedeschi, Rainer Bruederle, in toni piuttosto irritati, secondo quanto scrive Reuters. E Secondo i sondaggi i greci voterebbero ‘no’ nel referendum.

Il ministro delle finanze ellenico, Evangelos Venizelos, ha detto che la consultazione popolare ci potrebbe essere all’inizio del 2012. ”Se ci sara’ un referendum sul secondo salvataggio di Atene il risultato piu’ probabile sara’ una sua bocciatura”, spiegano gli analisti. Per il premio Nobel all’economia, Christopher Pissarides, ”e’ difficile prevedere cosa succedera’ alla Grecia se il pacchetto di aiuti venisse respinto. Ci saranno conseguenza negative per l’Eurozona e pesantissime per Atene.

“Il Paese molto probabilmente dichiarera’ immediatamente il default ed uscira’ dall’euro”. Per il ministro finlandese agli Affari europei, Alexander Stubb, il referendum ellenico sara’ un voto sull’appartenenza del Paese all’eurozona. ”La situazione e’ cosi’ difficile che fondamentalmente sara’ un voto sulla loro adesione all’euro”, ha detto in un’intervista televisiva a Mtv3.

La data del referendum sul salvataggio della Grecia sara’ decisa alla fine delle trattative con i privati per la definizione dell’accordo raggiunto nel Vertice europeo del 27 ottobre. Lo ha reso noto il premier greco Giorgio Papandreou. La data piu’ probabile per lo svolgimento della consultazione popolare potrebbe essere stabilita intorno alla meta’ di gennaio del 2012, considerando anche il fatto che – per legge – dal momento dell’annuncio ufficiale della data fino al giorno del referendum devono trascorrere 21 giorni.

Intanto Christos Protopapas, portavoce del gruppo parlamentare del Pasok, parlando alla stazione Radio Vima, ha affermato che il premier greco aveva informato il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy della sua intenzione di sottoporre all’approvazione del popolo greco l’accordo di Bruxelles.

”Papandreou si gioca il Paese ai dadi”. Questa e’ stata la prima reazione ”a caldo” di Antonis Samaras, leader di Nea Dimocratia, alla decisione del premier di indire il referendum. Samaras sara’ ricevuto oggi, dietro sua richiesta, dal presidente della Repubblica Karolos Papoulias a quale, secondo quanto ha lasciato intendere Giannis Michelakis, portavoce del partito, chiedera’ il suo intervento per indire elezioni anticipate.

Anche il grande compositore greco Mikis Theodorakis si e’ detto ”nettamente contrario” alla proposta del premier Giorgio Papandreou di indire un referendum sul salvataggio della Grecia. In un comunicato diffuso in mattinata ad Atene, Theodorakis ha affermato, tra l’altro, che ”(i governanti) stanno giocando con la pazienza del nostro popolo senza pensare alle conseguenze. La nuova trovata del referendum e’ un’ipocrisia visto che il governo ha gia’ preso finora molte importanti decisioni, e ha firmato accordi con i quali ha incatenato il popolo greco ipotecando il suo futuro senza mai chiedere niente a nessuno per fare tutto cio’. Forse hanno chiesto il nostro parere quando ci hanno portati nel Fondo Monetario Internazionale? Oppure quando hanno firmato il primo accordo economico? Ora che ci hanno legati tutti, mani e piedi, si sono ricordati del referendum”, ha concluso il compositore. Intanto, cominciano ad arrivare reazioni contro la decisione di Papandreou e defezioni dal suo stesso partito. Milena Apostolati, ex sottosegretario per lo Sviluppo agricolo, ha annunciato stamani di volersi dimettere dal Pasok ma di voler rimanere in Parlamento come indipendente. .

”L’Unione Europea non ha ricevuto nessuna anticipazione sulla decisione di Atene di indire un referendum sul secondo salvataggio”. Lo ha detto un funzionario della Ue oggi a Bruxelles, secondo quanto riferisce Bloomberg.

L’allarme di Fitch. Il referendum in Grecia sul secondo salvataggio di Atene rappresenta una minaccia per la stabilita’ finanziaria dell’Eurozona. Lo ha detto l’agenzia di rating Fitch in una nota.