Renzi, nomine Eni, Enel, Poste…primo test. Valzer di poltrone o rottamazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 febbraio 2014 11:50 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2014 12:46
Renzi, nomine Eni, Enel, Poste...primo test. Valzer di poltrone o rottamazione

Renzi, nomine Eni, Enel, Poste…primo test. Valzer di poltrone o rottamazione

ROMA – Renzi, nomine Eni, Enel, Poste…primo test. Valzer di poltrone o rottamazione. Le nomine dei vertici nelle grandi aziende a partecipazione pubblica, da Eni a Poste, da Enel a Finmeccanica, sono il primo vero banco di prova operativo, il primo vero test di verifica di come Matteo Renzi intenderà utilizzare il potere che gli offre la guida del Governo, l’azionista di riferimento. La prossima tornata degli incarichi in scadenza rappresenta un’occasione decisiva per valutare l’impatto del “rottamatore” in un ambito, come sottolinea Sergio Rizzo oggi sul Corriere della Sera, dove “ogni partito continua ad avere il suo plenipotenziario incaricato di gestire le trattative, e nessuno ha finora rinunciato a utilizzare le imprese pubbliche come ufficio di collocamento per ex onorevoli in disarmo”.

E’ qui, nella gestione delle nomine pubbliche, che si misurerà davvero il troppo spesso invocato segnale di discontinuità. Perché, dovesse Renzi acconciarsi a proseguire come negli ultimi 12 anni, in cui peraltro il centrosinistra è rimasto fuori dai giochi (nel 2008, ultima occasione, Prodi passò correttamente la consegna al Governo che sarebbe uscito dalle urne) allungherebbe solo la carriera degli inamovibili: sostanzialmente i protagonisti di un giro di valzer prolungato con i vari presidenti e amministratori delegati, i cosiddetti boiardi di Stato, spostati da una poltrona all’altra mantenendo intatta la presa.

Viceversa, se Renzi adeguasse la durezza del rottamatore anche nelle nomine pubbliche potrebbe avvalersi di criteri e parametri di scelta che già oggi in teoria sarebbero vincolanti per garantire ricambio, merito e autonomia. Limite al numero di mandati, tetto all’età dei candidati, advisor esterni per la scelta dei candidati, divieto di doppio o triplo incarico, rotazione degli incarichi. 

Paolo Scaroni è in sella dal 2002. Dopo un triennio alla guida dell’Enel è passato all’Eni, dove occupa il posto di amministratore delegato da nove anni. Tanti quanti ne ha passati Fulvio Conti sul ponte di comando dell’Enel. Massimo Sarmi sta invece concludendo addirittura il suo quarto mandato consecutivo. Dodici anni ininterrotti al vertice delle Poste. Affiancato negli ultimi sei dal presidente Giovanni Ialongo, sindacalista Cisl, ex capo dell’Istituto postelegrafonici e attualmente presidente di un’altra azienda pubblica, Sispi, controllata dall’Inps. (Sergio Rizzo, Corriere della Sera)