Renzi e Poletti bocciano Tito Boeri: i danni dei professori

di Sergio Carli
Pubblicato il 8 Novembre 2015 7:38 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2015 18:49

 

Renzi e Poletti bocciano Tito Boeri: i danni dei professori

Tito Boeri ride ma i pensionati piangono

ROMA – Lascia perdere i pensionati e pensa a far funzionare Inps, il mastodontico istituto di previdenza che ti è stato affidato- Anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha intimato l’altolà a Tito Boeri, dopo la sparata nella stessa direzione del primo ministro Matteo Renzi. Non siamo ancora allo scontro aperto, anche perch all’Inps Boeri ce l’hanno messo loro, Renzi e Poletti, come se la lezione dei professori inadatti a compiti fuori delle aule universitarie ngli italiani non l’avessero già pagata abbastanza col loro sangue.

Queste le lapidarie parole di Giuliano Poletti:

“La proposta [di Tito Boeri], come abbiamo detto sia io che il presidente del Consiglio è incompatibile con le scelte che stiamo compiendo”.

Così Poletti ha bocciato il piano di Boeri e anche l’assegno agli over 55:

“Non voglio pensare che a 55 anni una persona non possa più lavorare”.

E ancora:

“Non me la sento di certificare che una persona a 55 anni non possa più lavorare. Il problema non è solo quello del reddito, ma la loro dignità, essere utili a sé ed agli altri. Il tema della flessibilità in uscita è all’ordine del giorno di questo Governo così come il tema della lotta alla povertà, che però non riguarda solo le persone che hanno più di 55 anni ma riguarda in generale il Paese. [Per questo nella legge di stabilità c’è] un finanziamento importante per realizzare un piano nazionale di lotta alla povertà”.

E ancora il ministro ha messo in chiaro che le idee di Boeri

“dal punto di vista della sua sostenibilità sociale, e dall’altra parte della sua sostenibilità economica, non sono compatibili e coerenti con le scelte che stiamo facendo in questo momento”.

Matteo Renzi ha affidato il suo pensiero al libro di Bruno Vespa “Donne di cuori”, appena uscito:

“Noi paghiamo ogni anno 250 miliardi di euro di pensioni. Tagliamo lì? Io penso sia un errore. Alcuni correttivi proposti dall’Inps di Tito Boeri avevano un valore di equità: si sarebbe chiesto un contributo a chi ha avuto più di quanto versato. Non mi è sembrato il momento: dobbiamo dare fiducia agli italiani”.

E ancora:

“Va bene l’equità, ma se metti le mani sulle pensioni di gente che prende 2000 euro al mese non è una manovra che dà serenità e fiducia”

Tito Boeri non ha replicato, ma Radio Vaticana ha mandato in onda, alla vigilia dell’incontro tra Papa Francesco e i dipendenti Inps, una intervista a Boeri registrata una settimana prima:

“Peccato, perché il momento era propizio. […] La legge di stabilità non conterrà riforme tali da favorire maggiore flessibilità in uscita [perché] si è deciso di procedere altrimenti, con degli interventi molto parziali limitati”.

Quello che stupisce è la faccia di bronzo di questa gente qui. Per pura demagogia vogliono riaprire le porte alle pensioni anticipate, fingendo di ignorare che proprio sul rifiuto di allungare l’età pensionabile era caduto Berlusconi e si era scatenata, nell’infausto Governo di Mario Monti, la professoressa Elsa Fornero.

Dicendone una giusta ma certo non per fare contento il Governo, Tito Boeri ha anche bocciato l’allungamento al 2017-2018 delle misure per frenareche tagliano la rivalutazione delle pensioni. Ma per il resto, c’è da aver paura. Tito Boeri si è messo a parlare come Papa Francesco:

“È un peccato perché credo che il momento fosse propizio per un’operazione di questo tipo ed è giusto, io credo, – dato che abbiamo un sistema pensionistico che ha regole che permettono una certa flessibilità – accontentare chi ha deciso di dedicare più tempo alla propria famiglia o ad altro, e permettere invece a chi vuole continuare a lavorare di farlo. Tra l’altro sarebbe stato un modo, soprattutto nel pubblico, di favorire quel ricambio generazionale che è davvero molto importante”.