Renzi, rischio manovra ad aprile: spread basso e sblocco crediti per evitarla

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 marzo 2014 10:15 | Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2014 12:30
Renzi, rischio manovra ad aprile: spread basso e sblocco crediti per evitarla

Renzi, rischio manovra ad aprile: spread basso e sblocco crediti per evitarla

ROMA – Renzi, rischio manovra ad aprile: spread basso e sblocco crediti per evitarla. Lo “squilibrio eccessivo”, troppo debito e poca crescita, va sanato da subito, entro aprile, ordina la Commissione Europea prima di avviare una procedura d’infrazione ufficiale: ma se la coppia Renzi-Padoan sa e vuole agire con rapidità, non è detto che al prossimo esame di aprile non dovrà presentarsi con una nuova manovra finanziaria (nella mattinata di oggi è arrivata la nota di Palazzo Chigi che smentisce manovre correttive).

I numeri di Letta. La manovra è un rischio per il nuovo esecutivo, sebbene il duro monito europeo non sia stato accolto proprio come una sorpresa: i conti lasciati in eredità erano stati esaminati già in questi giorni (“Sapevamo che i numeri non erano quelli che diceva Letta“, avrebbe detto Matteo Renzi secondo La Stampa), ma sarebbe inutile per il Governo far polemica con i predecessori, meglio correre sulle riforme e puntare su alcune buone notizie che pure ci sono (lo spread basso, i mercati non hanno fatto una piega sulla bocciatura Ue).

I prossimi esami. Lunedì prossimo Padoan è atteso a Bruxelles per il suo esordio all’Eurogruppo: lì dovrà presentarsi con il piano economico che soddisfi le attese europee (“5 mld dalla spending review, rientro capitali, misure transitorie in attesa dei tagli spesa a regime”). Il 17 marzo l’esame lo sosterrà Renzi con la visita programmata a Berlino: ad Angela Merkel dovrà dimostrare che le prime ambiziose misure siano state varate. Correre dunque: è per questo che il 12, mercoledì prossimo, il Consiglio dei Ministri dovrà adottare senza esitazioni il pacchetto annunciato su jobs act, scuola e piano casa. Il monito chiede rigore ma esige anche crescita (senza la quale la corsa del debito è inarrestabile), per questo nessuno denuncia intromissioni o invasioni di campo europee (Padoan giudica severo il monito “ma va nella nostra direzione”). Come finanziare le misure, però, visto che la spesa pubblica non va incrementata?

Sblocco dei 60 mld. di debito della Pubblica Amministrazione. Sarebbe uno shock benefico per le imprese. Letta ne aveva sbloccati 22 di miliardi, Renzi si propone di sbloccarne altri 27, ma bisogna prima sveltire le procedure finanziarie per renderli disponibili: lo Stato riconoscerà il credito di un’impresa rendendolo esigibile in banca, attraverso un meccanismo di garanzia che consenta alle banche l’erogazione corrispondente. A fronte di importi di una certa entità accumulati, si procederà alla cartolarizzazione dei debiti con l’emissione di obbligazioni specifiche prese in carico d Cassa Depositi e Prestiti.

2 miliardi per l’edilizia scolastica. Servirà sveltire le procedure per l’assegnazione delle risorse. Il Decreto del Fare stanziava 150 milioni per la manutenzione ordinaria e straordinaria, solo 35 milioni sono stati aggiudicati per 207 interventi rispetto ai 692 ammessi al finanziamento.

10 mld: tutto per tagliare l’Irap, o tutto per tagliare l’Irpef. La riduzione del cuneo fiscale da 10 mld, secondo Padoan, va fatta concentrando lo sforzo su un unico obiettivo: o l’Irap o l’Irpef.

Spread a 177 punti, sotto le aspettative. I bassi rendimenti dei titoli, la diminuzione dello spread con il bund tedesco, sono una tendenza migliore del previsto. C’entrano la crescita cinese, la massa di liquidità iniettata da Fed e Bce, c’entra la propensione in quest fase ad investire in titoli (come quello italiano) non rischiosi ma un po’ più remunerativi per esempio del bund: fatto sta che se i tassi restassero su questi livelli, potremmo risparmiare più di 15 miliardi di euro quest’anno a fronte di interessi passivi sul debito pubblico, che si aggirano sugli 80-90 miliardi all’anno. A quota 175 di spread Letta contava di arrivarci nel 2015.