Rientro capitali, ridotte le sanzioni. Per multe e tasse c’è tempo fino al 28/2

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 gennaio 2014 9:16 | Ultimo aggiornamento: 24 gennaio 2014 9:16
Rientro capitali, ridotte le sanzioni. Per multe e tasse c'è tempo fino al 28/2

Rientro capitali, ridotte le sanzioni. Per multe e tasse c’è tempo fino al 28/2

ROMA – Le sanzioni sul rientro dei capitali dall’estero sono state ridotte e per pagare tasse e multe ci sarà tempo fino al 28 febbraio. Il decreto arriva al Consiglio dei ministri il 24 gennaio e prevede anche il rinvio del taglio delle detrazioni fiscali Irpef dal 19% al 18%. Al vaglio del governo Letta c’è la delega fiscale, mentre i 488 milioni di euro necessari arriveranno con la spending review.

Per il pagamento della prima rata dei contributi Inail poi il termine è stato rinviato dal 16 febbraio al 16 maggio, così si potrà usufruire del bonus previsto dalla legge di stabilità di un miliardo di euro. 7

Intanto Equitalia  ha disposto una mini sanitaria e ci sarà tempo fino al 28 febbraio per pagare multe e bolli a “interesse zero”, spiega Antonella Baccaro sul Corriere della Sera:

“Tornando al Consiglio dei ministri, dovrebbe riunirsi alle 15.30, al ritorno del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, dal World economic forum di Davos, dove ci sarà un importante incontro con la Svizzera in tema di evasione fiscale. Sullo sfondo del decreto c’è infatti la maggiore collaborazione tra Paesi in fatto di capitali esportati, che sta approdando alla sottoscrizione di accordi che cancelleranno il segreto bancario. Ma prima che questi abbiano effetti pratici ci vorrà più di un anno. Intanto lo Stato italiano offre la possibilità, a chi ha portato i capitali all’estero, di emergere attraverso la «collaborazione volontaria», pagando sanzioni ridotte”.

Dal punto di vista penale, per chi sceglie di riportare i capitali in Italia, ci sarà la depenalizzazione del reato:

“per chi decide di riportare in Italia i capitali detenuti all’estero ci sarà la non punibilità per l’omessa o infedele dichiarazione, che attualmente è sanzionata con la reclusione da 1 a 3 anni; mentre per i reati più gravi, attualmente puniti con una sanzione da 18 mesi a 6 anni di reclusione, ci sarebbe il dimezzamento della pena da 9 mesi a 3 anni”.

La legge comunitaria ha già previsto la scomparsa della confisca e una sanzione più leggera:

“la confisca è scomparsa e la sanzione va dal 3% al 15% delle somme non dichiarate per i Paesi white list e dal 6% al 30% per i Paesi black list . Il decreto del governo Letta introduce un ulteriore sconto del 50% se le attività vengono trasferite in Italia o in altri Stati membri dell’Ue. Mentre negli altri casi lo sconto si riduce al 25% della sanzione”.

Fino a metà del 2015 sarà possibile attivare la procedura di collaborazione volontaria:

“L’autore delle violazioni dovrà indicare spontaneamente all’amministrazione finanziaria tutti gli investimenti e tutte le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all’estero, anche indirettamente o per interposta persona. Chi deciderà di emergere dovrà pagare per intero le eventuali imposte evase, mentre potrà godere dello sconto sulle sanzioni e della non punibilità di cui abbiamo detto. Non potranno accedere alla procedura i contribuenti nei confronti dei quali sono stati avviati accessi, ispezioni, verifiche o qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazioni di norme tributarie. La collaborazione volontaria sarà vietata anche nel caso in cui si venga a conoscenza dell’avvio di procedura tramite terzi. La richiesta non potrà essere presentata più di una volta. Il decreto introduce il reato di autoriciclaggio in relazione agli investimenti e agli utili realizzati con i capitali esportati”.

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