Confindustria: “La riforma del lavoro una vera boiata”. Sgambetto alla Fornero

Pubblicato il 19 Giugno 2012 16:12 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2012 18:48

Giorgio Squinzi (Foto Lapresse)

ROMA – La riforma del lavoro? Una boiata. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi non ha aggiunto “pazzesca” forse per prudenza o forse per evitare il richiamo fantozziano. Ma certo fa effetto, proprio mentre il ministro Fornero vede i capigruppo della maggioranza per cercare di limare un testo che non scontenti nessuno, che l’unione industriali bolli la riforma come sostanziale aria fritta. ”La riforma del lavoro è una vera boiata, ma non possiamo che prendercela così: dobbiamo presentarci il 28 giugno” al Consiglio europeo ”con una riforma approvata”. Squinzi di fatto non si oppone all’iter voluto da Monti: riforma approvata entro il vertice europeo e correttivi solo dopo, a legge varata. Ma non è un caso che la voce grossa venga fatta mentre Fornero tratta. Il ministro però ha voluto replicare dicendo semplicemente: “Sono sicura che si ricrederà”.

Elsa Fornero, martedì, vede i partiti per trovare un accordo. L’approvazione dipende molto dalle pressioni politiche e la voce degli industriali si aggiunge a quella di Pdl e Pd. Il Pdl non ha digerito la troppa rigidità impressa alla flessibilità in entrata, ovvero quei paletti messi ai contratti atipici che poco piacciono alle imprese. E nemmeno il percorso seguito sull’articolo 18. Prima pareva che il governo lo volesse smantellare, poi si è scesi a consigli molto più miti oltre che annacquati. Il Pd dal canto suo mette una condizione al via libera: che venga risolta la questione esodati anche se ancora parti sociali e governo non concordano sul numero. La quadra, intanto, va trovata entro il 28.