Riforma Pa. Spoil system all’italiana: dirigenti nominati senza requisiti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 giugno 2014 12:22 | Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2014 12:22
Riforma Pa. Spoil system all'italiana: dirigenti nominati senza requisiti

Riforma Pa. Spoil system all’italiana: dirigenti nominati senza requisiti

ROMA – Riforma Pa. Spoil system all’italiana: dirigenti nominati senza requisiti. Tra le disposizioni in materia di Pubblica Amministrazione contenute nel disegno di legge delega, spicca l’estensione e il rafforzamento dei poteri di nomina da parte della politica dei dirigenti. Nel pacchetto di riforma annunciato il 13 giugno dal Governo Renzi, infatti, alle voci semplificazione e contenimento dei costi, troviamo tre provvedimenti che di fatto rimuovono ostacoli burocratici che altrimenti chiameremmo obbligo di trasparenza, requisiti professionali certi, neutralità delle scelte.

Il primo riguarda gli incarichi dirigenziali di vertice: la valutazione dei curricula spetta a una Commissione ma l’ultima parola al ministro anche sulla base di una scelta “non motivata”, e per la quale non è tenuto a rispondere. La nomina potrà procedere per “intuitu personae”, formula latina che in sintesi attribuisce al carattere fiduciario, alla conoscenza personale il criterio di nomina, più che a requisiti precedentemente stabiliti o al valore del curriculum del nominando.

Sulla falsariga del primo, il secondo provvedimento fornisce lo strumento giuridico per nominare dirigenti esterni a tempo determinato pur in presenza di un dirigente di ruolo disponibile con caratteristiche corrispondenti. Il terzo provvedimento integra il secondo, nel senso che sarà possibile licenziare i dirigenti privi di incarico (per cui se nomini un esterno al posto di uno di ruolo, questo rimane senza incarico e può essere tranquillamente allontanato). Le misure, nel loro complesso, riassumono un orientamento preciso nella considerazione della rotazione degli incarichi e delle persone chiamate a gestirle: uno spoil system all’italiana dove fondamentale diventa l’appartenenza, più che il merito. Ne sottolinea i rischi Luigi Oliveri su Italia Oggi.

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Il pacchetto della riforma contiene diverse norme il cui scopo non è tanto semplificare procedure o contenere costi, ma a potenziare a dismisura il potere della politica sugli apparati amministrativi e dare di nomina intuitu personae senza alcun vincolo o controllo. Il disegno di legge delega nei fatti attribuisce ala politica poteri vastissimi alla dirigenza, volti a creare, una dirigenza se non “schierata” e colorata politicamente, molto saldamente imbrigliata dal potere del ministro di turno. (Luigi Oliveri, Italia Oggi)