Riforma delle pensioni, i sindacati contrari

Pubblicato il 30 Novembre 2011 13:07 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2011 13:08

ROMA – La Cgil considera ''inaccettabili'' le ipotesi circolate sugli interventi che il Governo sta mettendo a punto in materia di pensioni. ''Senza interventi sulla crescita e senza una vera svolta sull'equita' – dice il segretario confederale Vera Lamonica – il Paese non esce dalla condizione difficile che si è determinata.

Il ventilato blocco dell'adeguamento all'inflazione delle pensioni in essere è esattamente il contrario dell'equita' perche' colpisce le fasce piu' deboli, già impoverite dalla caduta del potere d'acquisto di salari e pensioni, e non in grado di reggere ulteriori colpi''.

''Se sono vere le anticipazioni – dice ancora Vera Lamonica – l'approccio ai temi più generali della previdenza sarebbe ancora una volta basato sulla volontà di fare esclusivamente cassa con le pensioni, e sarebbe anche la dimostrazione che il tema giovani viene usato solo strumentalmente, e non per dare risposte effettive".

La Cgil conferma la sua netta opposizione a cancellare il tetto dei 40 anni, peraltro già oltre 41 con la finestra mobile, e a ulteriori anticipazioni dell'innalzamento dell'età per le donne del settore privato. Il sindacato chiede di affrontare i privilegi e le disparita che ''non sono legati al lavoro dipendente e vanno affrontati sul serio'' a partire dalla parificazione delle aliquote tra dipendenti e autonomi.

Infine la Cgil chiede che in materia previdenziale ci sia un confronto e, auspica Lamonica, '' il consenso, delle parti sociali''. ''Se le misure alla fine fossero davvero quelle che oggi sono sulle prime pagine – conclude – non saremmo neanche di fronte a ipotesi di riforma ma a puri e semplici interventi di cassa, senza alcun profilo di discontinuità rispetto a quanto avvenuto nel recente passato''.

Valutazioni fortemente negative anche dalla Fnp Cisl. "Diciamo un no deciso all'ipotesi di un blocco totale del recupero dell'inflazione per le pensioni che il governo vorrebbe attuare nel 2012", replica il segretario generale Gigi Bonfanti. Si tratterebbe, prosegue, di una decisione che "andrebbe ad aggravare la situazione già fin troppo difficile di fronte alla quale si trovano i pensionati, che ancora una volta sarebbero chiamati a farsi carico di sacrifici enormi per dare respiro al paese di fronte a una crisi che colpisce i soggetti più deboli della società".

Il leader della Uil Luigi Angeletti punta l'indice contro le ipotesi di portare a 43 gli anni di contribuzione necessari per accedere alla pensione di anzianità. "Sarebbe ingiusto – dice il segretario – I lavoratori non avrebbero nessun aumento alla pensione; lavorerebbero gratis. E' un obolo, una donazione alle casse pubbliche".