Rimborsi Irpef: sbagliati e tardivi quelli su Irap 2007-2011

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Dicembre 2015 11:39 | Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2015 11:39
Rimborsi Irpef: sbagliati e tardivi quelli su Irap 2007-2011

Rimborsi Irpef: sbagliati e tardivi quelli su Irap 2007-2011

ROMA – Rimborsi inferiori alle attese, spesso inferiori al minimo, pratiche incagliate e risposte tardive, calcoli errati: per i numerosi contribuenti che hanno dedotto l’Irap sui costi del personale negli anni 2007-2011 si fa lungo e tortuoso l’accesso alla restituzione Irpef cui è tenuta l’Agenzia delle Entrate. Lo segnala Daniele Menciassi di Italia Oggi che spiega anche i motivi.

Importi inferiori al minimo. Le istanze hanno chiesto i rimborsi sulla base della riliquidazione delle imposte effettuata dal contribuente, per cui è capitato che molti importi (soprattutto se relativi alle addizionali regionale e comunale, e considerati anno per anno) sono ciascuno inferiore a 13 euro, cioè il limite entro il quale il rimborso normalmente non spetta. Il fare i rimborsi anno per anno e imposta per imposta, comporta che una notevole quantità di piccoli rimborsi rimane inevasa.

La rideterminazione dell’imposta. Non immune da rilievi è invece il procedimento che sembra sia stato applicato dall’Agenzia per la riliquidazione dell’Irpef. I contribuenti, per arrivare all’importo del credito da inserire nell’istanza, hanno ovviamente riliquidato la dichiarazione originaria. Se, quindi, vi era un maggior costo (l’Irap) da considerare tra i componenti negativi dell’attività, innanzitutto è stato rideterminato il reddito d’impresa o professionale.

Da questo ricalcolo, ne è derivato conseguentemente un minor reddito complessivo e, più avanti nel quadro N di Unico, imponibile. Dopodiché, ovviamente sono state ricalcolate la relativa imposta lorda, le detrazioni, e infine l’imposta netta. Insomma: il quadro N è stato di fatto ricalcolato da cima a fondo, e la differenza finale (ovviamente a credito) è stata inserita nell’istanza di rimborso.

Nell’effettuare i rimborsi, invece, pare che l’Agenzia abbia accreditato solo la differenza risultante a livello del rigo «imposta lorda» relativa al nuovo (inferiore) reddito imponibile. In pratica, l’Agenzia non ha ricalcolato (a favore del contribuente) anche le detrazioni che, con un reddito complessivo più basso, avrebbero dovuto essere più alte, comportando quindi una ulteriore minore imposta finale dovuta. (Daniele Menciassi, Italia Oggi).