Ripresa economica in atto ma la situazione è fragile

Pubblicato il 20 Gennaio 2010 13:52 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2010 13:57

Notizie positive all’orizzonte sul fronte economico. La crisi economica allenta la sua morsa, anche se la situazione resta fragile e per alcune nazioni, come Giappone e Grecia, addirittura preoccupante.

La ripresa economia globale è in atto e nel 2010 sarà forse anche più consistente del previsto, ma è a macchie di leopardo e nel primo semestre la crescita sarà meno intensa degli ultimi sei mesi del 2009. E soprattutto aumentano le nubi neri di una possibile ricaduta del Giappone e permane l’incertezza sulla Grecia. Sono cautamente ottimiste le previsioni degli economisti in questo inizio di 2010.

Fmi. Questa l’analisi di Dominique Strauss-Kahn, direttore generale dell’Fondo monetario internazionale (Fmi), in un discorso a Hong Kong. Ma la situazione resta «fragile» e il recupero «procede a velocità diverse nelle varie regioni».

L’Fmi «prevede che il tasso di crescita globale nel 2010 superi il 3% della proiezione più recente», tanto che le nuove stime del Fondo che saranno diffuse il 26 gennaio subiranno un aggiornamento. La crescita globale del 3% resta un miraggio per l’economia italiana che, secondo quanto affermato martedì dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel 2010 crescerà intorno all’uno per cento, o di qualche decimale in più o in meno.

Per quanto riguarda la zona euro, «probabilmente la prima metà del 2010 sarà un po’ più contenuta della seconda metà del 2009», ha chiarito Jürgen Stark, membro del comitato esecutivo e capo economista della Banca centrale europea (Bce), in un discorso all’Università di Lipsia. Stark ha però escluso la possibilità di una ricaduta: «Non è probabile che ci sia una ricaduta, piuttosto ci sono le caratteristiche di una ripresa graduale e accidentata, ma senza rischi per la stabilità dei prezzi».

L’Fmi sottolinea come l’elevato tasso di disoccupazione sia una delle «maggiori preoccupazioni» e che per affrontare la crisi del mercato del lavoro i governi dovrebbero dirottare al sostegno dell’occupazione parte degli stimoli all’economia.

Il direttore generale del Fondo ha quindi ribadito come l’economia mondiale si trova ad affrontare grandi sfide e ha identificato tre aree per favorire un’economia globale più forte e sostenibile. Si tratta della riforma del sistema finanziario, del rafforzamento della collaborazione internazionale che è «fondamentale» e dell’identificare nuove risorse che possano ridare slancio alla domanda privata.

A preoccupare la zona euro è però la situazione del deficit della Grecia. Stark ha reso noto che la Bce non cambierà le proprie regole per aiutare Paesi in difficoltà come la Grecia. «La Grecia sa che deve mettere ordine in casa propria», ha aggiunto Stark. Le priorità assolute del governo greco devono essere «una svolta radicale nelle proprie politiche economiche e un ampio piano di consolidamento di bilancio».

Intanto l’euro è sceso sotto quota 1,42 sul dollaro, ai minimi da cinque mesi, a causa della preoccupazione per i conti pubblici greci. La situazione della Grecia «è un problema serio, ma non credo che porterà a una frammentazione di Eurolandia», ha affermato Strauss-Kahn in un’intervista a Bloomberg television.

Secondo la stampa di Atene c’è chi specula contro la Grecia in particolare e l’euro in generale. Secondo il quotidiano To Vima si tratterebbe di John Paulson, il manager americano di hedge fund che ha guadagnato miliardi di dollari scommettendo sui mutui subprime.

Nubi nere si addensano però anche sul Giappone, già sotto choc per il fallimento della Japan Airlines che costerà il posto di lavoro a 15.600 persone. Il ministro delle Finanze Naoto Kan, ribadendo l’impegno del governo a combattere la deflazione, ha affermato che in Giappone il rischio di una ricaduta non è scomparso.