Risparmi: 10mila euro investiti prima delle elezioni oggi sono 8708 (Borsa), 9061 (titoli di Stato)…

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 22 ottobre 2018 9:29 | Ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2018 9:29
Risparmi: 10mila euro investiti prima delle elezioni oggi sono 8708 (Borsa), 9061 (titoli di Stato)...

Risparmi: 10mila euro investiti prima delle elezioni oggi sono 8708 (Borsa), 9061 (titoli di Stato)…

ROMA – Erano 10mila a marzo e sono poco più 8mila e cinquecento oggi, 8.708 per l’esattezza. In attesa che qualcuno contesti anche la bontà di 1+1=2 proponendo un contraddittorio con chi sostiene che faccia 3, la matematica che per definizione non sarebbe un’opinione ma una scienza esatta ci dice che chi ha investito 10mila euro dopo le elezioni di marzo oggi, a meno che non abbia investito negli Usa, si trova con in tasca una cifra inferiore rispetto a quella iniziale. Molto inferiore nel caso di investimenti nell’azionario italiano con perdite intorno al 10%, o leggermente inferiore nel caso di investimenti in fondi monetari dell’area euro, calati mediamente dell’1%, ma comunque in perdita. Colpa del governo italiano? Non solo, ma in larga parte sì.

Della bontà della manovra presentata dal nostro governo, della capacità promessa di risanare il debito e delle prospettiva di crescita messe nero su bianco come delle critiche che arrivano dall’Europa e dalle agenzie di rating si discute, si discuteva e si discuterà. Alcune previsioni saranno smentite e altre confermate. Nonostante molti mostrino dubbi sulle ricette e sulle misure partorite dal governo targato 5Stelle e Lega, alcune di esse potrebbero rivelarsi efficaci, come eccessivamente pessimistici potrebbero risultare alcuni dei giudizi negativi espressi sul nostro Paese. Oppure potrebbe accadere il contrario e le previsioni del duo Salvini-Di Maio rivelarsi clamorosamente false ed errate. Fin qui, il campo delle ipotesi a cui la cronaca o la storia, ma soprattutto il tempo, daranno le risposte.

Oltre al futuribile esiste però un presente, un presente fatto non d’ipotesi ma di fatti concreti e fatti che dicono che gli italiani hanno investito in borsa, in azioni o in titoli di stato, da quando al governo siede la maggioranza gialloverde hanno visto assottigliarsi il loro capitale. I numeri li fornisce il Corriere della Sera ma, a volerli cercare, chiunque li può verificare confrontando gli andamenti dei mercati negli ultimi mesi. Numeri che raccontano di 6 mesi di investimenti infelici per gli italiani. Da marzo scorso gli investimenti in titoli di stato italiani hanno perso il 7.8% del loro valore e chi aveva investito su questi 10mila euro oggi si trova con in tasca 9.213 euro. Persi 787euro netti, più o meno 100 al mese o 3 al giorno. C’è, è vero, anche a chi è andata peggio, come quelli che hanno investito
sull’azionario italiano che hanno perso tra il 9.5 e il 12.9% che, tradotto in euro, significa sempre a fronte di un investimento di 10mila euro iniziali, una perdita tra 949 e 1292 euro.

In mezzo a questi due estremi altri segni negativi, con gli investimenti in titoli di stato dell’area euro che sono calati del 1.27% (i 10mila di partenza sono diventati 9.873) e l’azionario della stessa area arretrato del 4% (i 10mila qui sono diventati 9.595). In positivo invece solo chi ha scelto di investire altrove, leggi Usa, dove i 10mila di marzo sono oggi 11.013. Segno, la crescita Usa, che i mercati non temono i sovranismi e i populismi in quanto tali. Chi più di Donald Trump può infatti incarnare queste caratteristiche? Temono invece, i mercati, le ricette economiche troppo fantasiose o che comunque non appaiono solide. Pecunia non olet dicevano gli antichi, e i famigerati mercati concordano, se il sovranismo Usa si traduce in più occupati e più crescita il mercato festeggerà, se il sovranismo
nostrano si traduce in debito il mercato ci punirà. E anzi ha già cominciato a farlo. Con gli italiani che hanno cominciato a pagare. Almeno quelli che qualche risparmio l’avevano e l’avevano voluto investire.